Uno dei contributi più notevoli dei Greci alla civiltà è l’elevazione dell’uomo al centro del loro sistema di valori, creando una cultura antropocentrica. Nella letteratura greca antica si legge: “La misura di tutte le cose è l’uomo”, cioè ‘l’uomo è la misura di tutte le cose’. In altre parole, l’uomo attribuisce valore a tutte le cose e funge da valore con cui vengono misurate e valutate tutte le questioni che riguardano l’umanità. Consideriamo oggi in che misura la modernità dà priorità all’uomo come valore più alto nella sua attuale gerarchia di valori quando vengono prese le decisioni.
I Greci hanno creato una società politica antropocentrica che ha dato vita alla democrazia come espressione di libertà. La democrazia, nel suo senso originario, rappresenta la città-stato autogestita. Questa costituzione di collettività sociale autogestita esisteva esclusivamente nel mondo greco e non è stata riprodotta altrove in questa forma. Per questo motivo viene espressa e descritta solo nella lingua greca con parole che incarnano le qualità uniche della democrazia nel mondo greco e non esistono parole equivalenti in altre lingue con questo contenuto. Queste parole possono essere rese solo attraverso parafrasi descrittive in altre lingue.
Nella democrazia greca antica il corpo dei cittadini, il demos, si proclama sovrano. Ogni cittadino è autonomo, vive secondo le proprie leggi emanate nella città-stato, è autoctono, si autogoverna con una giurisdizione indipendente, con i propri tribunali, ed è autosufficiente, completo in se stesso e autogovernato. Questi termini esprimono lo status e l’autodeterminazione dei cittadini nella repubblica di Atene.
La democrazia greca si fonda su tre pilastri, anch’essi espressi con parole uniche. Il primo pilastro è l’isopolitia (ἰσοπολιτεία), che significa che tutti i cittadini sono uguali sotto ogni aspetto. In altre parole, i cittadini partecipano al governo della loro città-stato indipendentemente dal loro status sociale o economico, e il voto di ogni cittadino ha lo stesso peso – il voto uguale (ἰσοψηφία). Inoltre, il significato di voto ha un significato diverso da quello attualmente attribuito, ossia significa che ogni cittadino partecipa direttamente al processo decisionale di qualsiasi legge, ordinanza o giurisdizione. Non è un voto per i rappresentanti, ma un voto di partecipazione diretta e permanente di tutti i cittadini agli affari pubblici. Lo stesso vale per l’amministrazione della giustizia nei tribunali. Non ci sono giudici professionisti, i tribunali sono tribunali cittadini dove tutti i giurati sono cittadini estratti a sorte e hanno un voto uguale.
Il secondo pilastro è l’uguaglianza (ἰσονομία). Il termine esprime l’uguaglianza dei cittadini rispetto alla legge, ma con un contenuto molto più ampio di un diritto passivo di uguaglianza. Al contrario, l’egualitarismo, nel suo senso originario, esprime l’uguale partecipazione attiva generale di tutti i cittadini agli affari pubblici e all’amministrazione della giustizia. Questa partecipazione avviene in conformità con le regole e le leggi dello Stato democratico che seguono l’ethos dello Stato. Secondo la legge ateniese, un cittadino che non prende posizione quando la città è in conflitto interno è dichiarato disonorevole, cioè privato dei suoi diritti politici.
Il terzo pilastro è l’equanimità (ἰσηγορία). Tutti i cittadini hanno il diritto di parlare e di esprimere le proprie opinioni da pari a pari. Parlare in pubblico è un obbligo morale e i cittadini esprimono le loro opinioni con sincerità. Parresia (παρρησία) è una parola composta dai termini πᾶς (tutti noi) e ῥῆσις (dico) e racchiude in sé tre concetti: onestà, candore e libertà di parola.
Questi termini unici descrivono l’incomparabile esempio storico di democrazia nel mondo greco. La cultura politica dei Greci è riassunta nel verbo medio autopatico δημεύωμαι. Questa parola descrive l’intera costituzione della democrazia ateniese: significa che il sistema politico appartiene ai cittadini, nel senso che lo Stato è governato dai suoi cittadini e allo stesso tempo governa i suoi cittadini. Leggiamo in Euripide: “Lo Stato dedimeutai” ” «Τὸ κράτος δεδήμευται». Quale Stato moderno può affermare oggi di essere “dedimeuto” «δημεύεται» e attribuire lo stesso significato a tutti questi termini greci unici, che sono portatori di concetti di libertà politica e autonomia?
I Greci hanno promosso lo sviluppo di un tipo di cittadino elevato (ὑψίπολις), cioè che si eleva come individuo politico per la sua città-stato e ispira la collettività sociale a cui appartiene, al fine di stabilire un modello universale di cittadinanza. Il cittadino elevato è il cittadino virtuoso che promuove il governo della sua città-stato e rispetta le leggi scritte e non scritte. Questo senso di individualità civica differisce in modo significativo dall’esperienza moderna dell’io della modernità, che spesso si concentra su un individuo focalizzato principalmente su se stesso, attivo quasi esclusivamente nella sfera della sua vita privata.
La cultura politica dei Greci comprende un’individualità (personalità) politica che esprime idee e sentimenti personali, ma allo stesso tempo inscritti in norme universali di principi e valori basati sulla libertà e sulla responsabilità. A differenza dell’individualismo occidentale, l’espressione dei sentimenti e dei pensieri personali nella cultura greca non era puramente soggettiva, poiché i Greci incorporavano nella loro personalità la totalità del mondo oggettivo e le leggi che lo circondano e applicavano nella loro vita queste leggi, che erano rappresentate in loro come valori.
In conclusione, la lingua greca riflette l’ideale democratico dei Greci, che percepivano la loro libertà e la coscienza della loro autonomia, senza abbandonare il loro essere nella sfera del pensiero e del sentimento soggettivo, ma facendosi valore oggettivo per l’intera comunità politica della città-πολις democratica. Qual è l’ideale equivalente della modernità? Le risposte a questa domanda si trovano nella lingua greca, che ne fa una lingua pionieristica, ancora oggi veicolo di ideali avanzati e di un progetto di autonomia per la modernità.
Autrice: La professoressa Polyvia Parara è docente di Greek Studies presso il Dipartimento di Studi Classici dell’Università del Maryland College Park, USA.
