Plasmare la coscienza sociale. Il ruolo oscuro del Tavistock Institute
Le loro innovazioni sono destinate a trasformare per sempre l’ingegneria sociale e nel 1914 creano un’istituzione apparentemente innocente chiamata Wellington House, che si evolve a passi da gigante in una Direzione dell’Informazione e infine, ricordando Orwell, in un Ministero dell’Informazione.
Attraverso questa organizzazione, i britannici sistematizzano la manipolazione psicologica di massa basandosi su nuovi principi e concentrandosi sull’esercizio dell’influenza indiretta, utilizzando persone di cui il pubblico si fida, piuttosto che ricorrere a campagne di comunicazione diretta. Capiscono che la risonanza emotiva ha la precedenza sui fatti, poiché la gente si fida di più delle personalità note che dell’autorità stessa.
Questi assiomi psicologici saranno il punto di partenza per lo sviluppo degli algoritmi di base che un secolo dopo i social media sfrutteranno. Quando Facebook sperimenta la diffusione emotiva o gli algoritmi di social networking, promuove i legami tra individui che condividono opinioni comuni rispetto alle fonti istituzionalizzate, replicando in tempo reale i principi psicologici di Tavistock.
I processi utilizzati si evolvono dalle terapie di supporto psicologico per i membri delle forze armate della Tavistock Clinic (poi Tavistock Institute) che soffrono di traumi psicologici post-traumatici. Alla clinica il dottor John Rawlings e i suoi colleghi scoprirono il metodo per sfruttare il trauma psicologico non solo per rimodellare la coscienza individuale, ma anche interi sistemi sociali.
Attraverso lo studio sistematico dei traumi psicologici e la terapia psicologica di gruppo, stanno sviluppando metodi per rimodellare non solo ciò che le persone osservano, ma anche il modo in cui interpretano la realtà stessa. Il lavoro del Tavistock Institute rivela come le sensibilità e le vulnerabilità psicologiche vengano sfruttate per rimodellare il comportamento individuale e di gruppo, e le sue scoperte forniscono intuizioni che si rivelano preziose man mano che i meccanismi di influenza si evolvono dallo stadio della censura implicita alla manipolazione invisibile della percezione.
Sebbene sia sconosciuto al grande pubblico, l’Istituto è una delle organizzazioni con la maggiore influenza sulla formazione dei moderni metodi di controllo sociale. Quelli che hanno qualche informazione provengono da polemiche relativamente recenti sul caring nella conferma di genere, ma ignorano il fatto che l’influenza dell’Istituto si estende per alcune generazioni nel passato, plasmando le correnti culturali e le trasformazioni sociali fin dalla sua nascita. La sua attività contemporanea non è un’anomalia, ma una naturale continuazione della sua missione di lunga data di rimodellare la coscienza umana.
Nella sua opera fondamentale, The Tavistock Institute of Human Relations, l’ex ufficiale dei servizi segreti dell’MI6 John Coleman ha fornito una panoramica del funzionamento interno dell’Istituto, mentre ricercatori successivi come Daniel Estulin, Courtenay Turner e Jay Dyer ne hanno tracciato con maggiore chiarezza l’influenza senza precedenti.
Il risultato più sofisticato dell’Istituto è stato quello di trasformare le teorie psicologiche in meccanismi pratici di ingegneria culturale, soprattutto attraverso la musica popolare e le correnti culturali dei giovani. Incorporando i suoi principi in tendenze culturali apparentemente spontanee, crea modelli di programmazione sociale letteralmente invisibili ai soggetti a cui vengono applicati.
La metodologia del Tavistock Institute fu applicata in primo luogo alla musica, con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti che presentò il programma “Jazz Diplomacy” dopo il 1950 e per più di un decennio, con Louis Armstrong e Dizzy Gillespie in tournée nel mondo in qualità di ambasciatori del jazz. Dietro le quinte, si stava formando una potente influenza che stava trasformando la scena musicale jazz dall’interno, con la dinastia bancaria Rothschild, nata dalla baronessa Pannonica de Koenigswarter, che divenne l’erede di artisti del Bebop Jazz come Thelonious Monk e Charlie Parker.
Il risveglio dell’opinione pubblica si estende oltre i messaggi aziendali, fino al riconoscimento più ampio che i cambiamenti sociali, che si suppone siano organici, sono spesso subordinati ai dettami dell’ingegneria sociale. Un esempio lampante è il Tavistock Institute, prima sconosciuto al grande pubblico, che inevitabilmente sale alla ribalta quando improvvisamente si scatena una feroce polemica sul suo funzionamento.
La causa scatenante è il Ministero della Salute britannico, che nel 2022 decide di chiudere il Servizio per lo Sviluppo dell’Identità e del Genere (GIDS) del Tavistock Institute e di vietare a livello nazionale i farmaci che sospendono la pubertà, utilizzati contro la disforia di genere.
La lunga inchiesta della giornalista Hannah Barnes rivela come una clinica abbia accolto migliaia di giovani durante l’adolescenza, la fase più vulnerabile della loro vita, operando per più di tre decenni senza alcuna supervisione o controllo da parte delle autorità di regolamentazione competenti, e come lo scandalo medico sia stato finalmente reso pubblico grazie alle confessioni dei membri del personale.
Le reazioni dell’opinione pubblica britannica testimoniano il riconoscimento di una realtà più profonda, radicata nel fatto che gli sviluppi naturali percepiti sono probabilmente basati su pianificatori istituzionali. Sebbene pochi siano a conoscenza dell’attività storica del Tavistock Institute nel plasmare tendenze e correnti culturali fin dai tempi dei loro nonni, un numero crescente di persone si chiede se e in che misura le trasformazioni sociali apparentemente spontanee siano state piuttosto deliberatamente orchestrate.
Autore: George Iliopoulos ha studiato fisica all’Università di Atene.
Fonte: SLPress