Cinema

 

Dal regista più kantiano che esista, una cosmologia di tempo e spazio: dalla pietra (il monolite nero) all’infinito, forse oltre Giove. Più di Dave, l’astronauta, il personaggio chiave è il computer Hal 9000, che già ci fa prefigurare quel mondo che oggi conosciamo, dettato dall’informatica e dall’intelligenza artificiale, diventate regole e abitudini a cui soccombiamo con la sicumera del progresso e la gioia del consumo smodato. Una macchina incapace di commettere errori, che invece ne commette uno quando rileva un inesistente guasto all’elemento AE-35 dell’antenna principale della navicella spaziale Discovery, diventando improvvisamente inaffidabile. HAL origlia il dialogo tra i due astronauti Bowman e Poole, che dopo aver trovato il guasto, poiché tutta l’astronave è sotto il suo controllo, decidono di disinserirlo. Lui non trova altra soluzione che tentare di eliminare tutto l’equipaggio. Appare evidente lo scontro tra uomo e macchina, anche se Dave ignora alcuni aspetti della programmazione di Hal. Sul perché al computer sia stato dato nome Hal, c’è chi ha supposto sia l’acronimo di IBM, poiché applicando il cifrario di Cesare (cioè lo spostamento in avanti di tre lettere), in un solo spostamento si otterrebbe I-B-M. L’ipotesi più plausibile sarebbe fatta derivare, invece, dall’acronimo Heuristic ALgorithmic, cioè le due modalità in cui si manifesta il pensiero umano: l’intuizione e il calcolo. Curioso che nella versione francese del film Hal diventa CARL, acronimo di Cerveau Analytique de Recherche et de Liason. Altresì interessante che Hal sopravviva alla missione: infatti nel film 2010 – L’anno del contatto (1984) di Peter Hyams, sarà ripristinato da una nuova missione spaziale sovietica-americana.

Matematica

https://www.asterios.it/catalogo/cinema-e-matematica