Trump ha proposto un radicale ribaltamento della strategia occidentale: l’avvicinamento alla Russia, che lascia due possibilità: o si assicurerà condizioni migliori di confronto con la Cina, oppure creerà le condizioni per un accordo con Pechino per una “nuova Yalta” trilaterale, USA-Russia-Cina, che coprirà l’intero globo
L’Europa in secondo, forse terzo, piano. La reazione degli europei a Trump è stata immediata: senza lasciare spazio alla discussione, hanno risposto con urla, scudi, lance, bombe, missili, tutto ciò che avevano e non avevano nei loro arsenali malridotti. Niente intesa: guerra. Per essere precisi: il nemico è la politica di avvicinamento alla Russia. Non necessariamente il Paese stesso. L’Occidente è appena uscito vincitore dalla guerra contro l’URSS, perché non dovrebbe farlo anche contro la Russia?
Se però l’America cambiasse campo, se facesse della Russia un alleato alla pari, allora l’Europa occidentale finirebbe per diventare una comparsa, indipendentemente dalla posizione della Cina. L’alleanza tra Stati Uniti e Russia metterebbe ai margini l’Europa occidentale, di cui nessuno avrebbe bisogno nel momento in cui perderebbe le colonie, fonte di ricchezza e influenza a livello internazionale. Le tre anziane signore d’Europa (Francia, Germania, Inghilterra) stanno combattendo l’ultima battaglia per salvarsi. La loro carta vincente è che gli Stati Uniti sono profondamente divisi, forse più di quanto vediamo e sospettiamo, mentre allo stesso tempo vacilla la loro posizione di unica superpotenza e non sono al meglio dal punto di vista economico.
La politica dell’élite europea e l’«Alcibiade» Trump
In un abbraccio mortale con l’America, le tre anziane signore hanno deciso: o vincono insieme gli Stati Uniti e l’Europa, o muoiono insieme. I doppi attacchi costringono Trump a fare marcia indietro, ma la domanda è se sarà temporanea o permanente. In questo momento Trump sta mettendo acqua nel vino. Ma nessuno sa come andrà a finire. Il punto debole dei tre paesi europei è che possono sostenere la loro minaccia russa solo mettendo in ginocchio economicamente i loro popoli, scegliendo gli armamenti invece di un tenore di vita migliore. Cosa che, soprattutto in Francia, è già evidente. Il risultato sarà determinato dalle reazioni.
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Le élite europee hanno previsto e pianificato gli sviluppi. Ad esempio, Brzezinski aveva previsto che il monopolio americano sarebbe durato “una generazione”, cioè all’incirca fino ad oggi. Cosa c’è di più logico che l’America e l’Europa abbiano pianificato di prolungare la loro supremazia? Ed è quello che stanno facendo. Gli Stati Uniti hanno fatto affidamento principalmente sulla loro potenza militare. La delusione è arrivata soprattutto dall’inaspettata e rapidissima ripresa della Russia al posto dell’URSS, quando Putin si è trasformato in un mostro. In Europa, guardando lontano, hanno sostituito il fantasma del comunismo ormai defunto con lo spauracchio dell’“estrema destra”, con i tedeschi sempre pronti a riprendere per la terza volta il loro ruolo fatale.
Le élite europee hanno gettato il fango dell’estrema destra su chiunque, persona, partito o semplice organizzazione non fosse sotto il loro controllo. Una strategia vincente, poiché i leader dei partiti tradizionali sembrano incapaci di superare le loro differenze politico-ideologiche, mantenendo così divise le forze popolari. L’argomento dell’estrema destra è stato rafforzato dai continui attacchi sulla minaccia russa: cosa farebbero i russi come conquistatori a Parigi? Meloni, comunque, che dovrebbe essere una fascista (o non-antifascista) con la M maiuscola, si è rivelata una politica conservatrice coerente e filoamericana.
Il punto debole di questa politica è che per avere successo deve affondare nel baratro il tenore di vita delle classi vulnerabili, trascinando con sé anche il ceto medio. Il secondo elemento in ordine di importanza, ma il primo in termini di rilevanza, è l’evoluzione al centro dell’impero, negli Stati Uniti. Trump è un “Alcibiade”, impetuoso, chiacchierone, ambizioso e contraddittorio “aristocratico”, con un forte sostegno popolare, che vuole ricostruire il suo ordine, il suo paese e il mondo. Le reazioni popolari negli Stati Uniti e nel mondo determineranno l’esito finale. La fine dell’Ateniese non fu delle migliori. Il futuro dell’americano lo vedremo.
Fonte: SLpress
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