Almeno mangeremo baccalà (con polenta) dell’Alaska a buon mercato. Vi sembra poco?

Secondo quanto annunciato, è andata come è andata, ma almeno potremo “goderci” a un prezzo più conveniente (senza dazi doganali) il merluzzo dell’Alaska, il salmone del Pacifico e i gamberetti americani. Non è poco. Nella stessa categoria, senza dazi, rientrano ora prodotti come l’olio di soia, i semi da piantare, i cereali e la frutta secca. Sempre nella stessa lista che, secondo la Commissione, andrà a “vantaggio” dei consumatori europei, figurano il Ketchup, il cacao e i biscotti.

È sorprendente che nessuna fonte europea parli del deficit dell’Unione europea nei confronti degli Stati Uniti nel commercio dei servizi (finanziari, digitali, ecc.). Nel 2023 aveva raggiunto i 109 miliardi di euro, mentre si stima che nel 2024 abbia toccato i 150 miliardi di euro. Eppure non se ne fa menzione da nessuna parte.

L’accordo commerciale dell’UE è una capitolazione all’America