La tecnologia delle élite oligarchiche mondiali multipolari(!) per la sorveglianza globale
“La tecnologia di Palantir può fungere da scudo di sicurezza nazionale, difendendo da minacce e crisi esterne. Ma senza garanzie legali, può altrettanto facilmente trasformarsi in una gabbia, controllando la vita politica interna attraverso sofisticati mezzi di sorveglianza. La questione non è se Palantir abbia sviluppato strumenti potenti. La questione è se gli Stati Uniti e le altre nazioni possano garantire che tali strumenti rimangano solo strumenti di difesa contro le minacce esterne, e non diventino strumenti di repressione interna.”
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Palantir Technologies è stata descritta come un’azienda che costruisce il tipo di infrastruttura informativa che le agenzie di intelligence progetterebbero se avessero a disposizione i migliori ingegneri informatici della Silicon Valley. Fondata all’ombra dell’11 settembre, l’azienda è cresciuta fino a diventare un fornitore fondamentale di sistemi di analisi dei dati per governi e aziende di tutto il mondo. Le sue piattaforme integrano dati frammentati, disordinati e sensibili su minacce designate, trasformandoli in intelligence operativa.
Ma la tecnologia di Palantir è intrinsecamente bifronte. Lo stesso software che consente ai governi di difendersi dal terrorismo o di rispondere alle pandemie può anche essere utilizzato per monitorare gli oppositori politici, reprimere il dissenso e consolidare il controllo autoritario. In questo senso, Palantir rappresenta un dilemma più ampio dell’era digitale: il carattere duplice delle infrastrutture informatiche avanzate. Palantir è oggetto di crescenti controversie, poiché il potenziale dannoso del suo operato diventa sempre più evidente.
Questo articolo esamina il duplice potenziale delle capacità di Palantir. Ripercorre le origini dell’azienda, spiega l’architettura delle sue piattaforme e valuta come questi sistemi possano essere costruttivi nella difesa verso l’esterno o distruttivi quando rivolti verso l’interno, contro le popolazioni nazionali.
Fin dall’inizio, Palantir si è discostata dal modello consumer-tech della Silicon Valley. Invece di puntare a milioni di utenti, ha coltivato un piccolo gruppo di clienti altamente sensibili: agenzie di intelligence, dipartimenti della Difesa e, in seguito, grandi aziende. Il suo modello di sviluppo si è concentrato sull’integrazione di “ingegneri incaricati di implementare soluzioni avanzate” all’interno delle organizzazioni clienti. Questi ingegneri hanno adattato le piattaforme di Palantir agli ambienti di dati reali e complessi, sviluppando efficacemente soluzioni in loco.
Questo modello comporta profonde implicazioni a duplice uso. La stretta integrazione con le istituzioni statali implica che i sistemi Palantir ereditino le missioni e le priorità dei loro utenti. Quando impiegati in contesti democratici per la difesa esterna, possono svolgere funzioni protettive. Ma integrati negli organi di sicurezza interna, possono anche servire a normalizzare la sorveglianza di massa e il controllo politico.
Architettura tecnica Palantir
Al centro della dualità di Palantir c’è un’architettura tecnica di per sé neutrale. Le piattaforme di prodotto sono progettate per acquisire, armonizzare, analizzare e rendere operativi dati eterogenei, indipendentemente dalla loro origine o dall’applicazione prevista. L’architettura della piattaforma Palantir Gotham , venduta a clienti nei settori della difesa e dell’intelligence, incorpora le seguenti caratteristiche chiave:
♦ Livello di acquisizione dati: in grado di assorbire dati strutturati, semi-strutturati e non strutturati da sensori, database, documenti e feed dei social media. La provenienza e la discendenza vengono tracciate per garantirne l’auditabilità.
♦ Framework ontologico: fornisce un modello semantico che mappa i dati grezzi in oggetti (entità) e relazioni, consentendo agli analisti di lavorare a livello di concetti del mondo reale anziché di tabelle e campi.
♦ Livello analitico: supporta l’analisi dei grafici, le pipeline di apprendimento automatico e la modellazione di scenari. Gli utenti possono effettuare ricerche tra silos, scoprire collegamenti nascosti e testare scenari “what if”.
♦ Integrazione AI: integra pipeline e interfacce di apprendimento automatico (incluso Palantir AIP) per la modellazione predittiva, le query in linguaggio naturale, la simulazione di scenari e l’aumento delle decisioni in tempo reale.
♦ Livello operativo: offre dashboard, strumenti di collaborazione e avvisi per tradurre le analisi in decisioni e azioni quasi in tempo reale.
♦ Modello di sicurezza e distribuzione: applica controlli di accesso granulari, mantiene registri di controllo dettagliati e può essere eseguito in ambienti classificati e isolati o in moderne infrastrutture cloud.
Questi componenti non sono intrinsecamente benefici o maligni. Forniscono capacità. Che servano come tutori della sicurezza nazionale o come strumento di repressione politica dipende interamente da come i governi scelgono di impiegarli.
Modello di business: integrazione con i clienti in una nicchia non sensibile al prezzo
Palantir si discosta dal modello standard del software-as-a-service. Invece di vendere licenze chiavi in mano a un ampio mercato, stipula contratti a lungo termine con una ristretta cerchia di clienti di alto valore: governi, forze armate e grandi aziende. I suoi ingegneri, noti come ” forward deployed engineer” , si integrano direttamente in queste organizzazioni, adattando la piattaforma ad ambienti di dati frammentati e spesso classificati e sviluppando flussi di lavoro operativi insieme al personale del cliente.
L’ingegno di questa strategia risiede nel puntare su ambiti intrinsecamente non sensibili al prezzo. Per le agenzie di intelligence, i dipartimenti della Difesa e le istituzioni di risposta alle crisi, la posta in gioco è esistenziale: attacchi terroristici prevenuti, guerre vinte, pandemie contenute. In tali contesti, l’efficacia conta molto più del costo marginale. Combinando un’architettura generica basata su ontologie con personalizzazione specifica per ogni dominio e ingegneria integrata, Palantir si rende indispensabile al livello di comando delle istituzioni decisionali.
Questo modello è nato perché gli ambienti in cui opera Palantir – reti classificate, sistemi legacy frammentati, database di intelligence ad hoc – non possono essere standardizzati dall’esterno. Gli ingegneri devono invece adattare le pipeline di ingestione e le ontologie di Palantir al panorama dati unico di ciascun cliente.
Questa stretta integrazione rappresenta al tempo stesso il punto di forza e il rischio del modello di Palantir. Garantisce che le piattaforme siano altamente personalizzate e operativamente rilevanti, ma implica anche che Palantir si immedesimi profondamente negli obiettivi e nei metodi dei suoi clienti. Se questi obiettivi si spostano dalla difesa della sicurezza nazionale alla repressione del dissenso, la tecnologia segue la stessa tendenza, realizzando il suo duplice potenziale non in astratto, ma nella governance vissuta.
Palantir a Gaza
Le conseguenze del potenziale duplice uso di Palantir sono più evidenti che mai nella guerra di Gaza. Le piattaforme Palantir offrono all’apparato di difesa israeliano la possibilità di integrare enormi quantità di dati di intelligence, generare un quadro operativo unificato e supportare il processo decisionale militare contro un avversario non statale. Tuttavia, questi stessi strumenti sono implicati in una campagna che ha suscitato ampie condanne per danni sproporzionati ai civili e potenziali violazioni del diritto internazionale.
Il ruolo di Palantir in Israele è stato formalizzato attraverso una partnership strategica con il Ministero della Difesa, valida per il 2024. Le sue piattaforme, secondo quanto riferito, contribuiscono a consolidare i dati dei sensori, la sorveglianza dei droni, le immagini satellitari e le comunicazioni intercettate in dashboard operative condivise. In linea di principio, tali capacità possono migliorare la precisione dell’azione militare, consentendo ai comandanti di distinguere tra combattenti e non combattenti e di ridurre i punti ciechi operativi. Per uno Stato che si confronta con avversari irregolari che si nascondono in ambienti civili densamente popolati, la capacità di fondere i dati in un’ontologia coerente rappresenta un vantaggio difensivo fondamentale.
Tuttavia, la stessa integrazione che migliora l’efficacia militare può anche facilitare pratiche di targeting che sollevano gravi preoccupazioni etiche e legali. Indagini indipendenti hanno descritto l’uso di sistemi assistiti dall’intelligenza artificiale come “Lavender” e “Gospel” da parte delle forze armate israeliane per generare migliaia di raccomandazioni di attacco a un ritmo precedentemente impossibile.
Sebbene questi sistemi siano stati sviluppati in Israele, le piattaforme di Palantir possono fungere da livello infrastrutturale che ne consente l’integrazione in flussi di lavoro di intelligence più ampi. Il risultato, secondo i critici, è un sistema che automatizza l’espansione delle liste di obiettivi, offusca la responsabilità umana e facilita la portata dei bombardamenti osservati a Gaza.
Le segnalazioni di attacchi contro convogli umanitari e strutture mediche contrassegnate sollevano la questione di come strumenti progettati per la precisione dell’intelligence possano essere utilizzati per reprimere gli aiuti alla popolazione civile. Esperti delle Nazioni Unite e gruppi per i diritti umani hanno citato Palantir tra le aziende che “traggono profitto” dal conflitto fornendo capacità di intelligenza artificiale a supporto delle operazioni a Gaza. Le risposte degli investitori, come il disinvestimento della norvegese Storebrand, evidenziano come il coinvolgimento delle aziende in guerre contese possa danneggiare sia la credibilità etica che il valore per gli azionisti.
Il coinvolgimento di Palantir a Gaza illustra in modo lampante il paradosso del duplice uso. L’architettura basata sull’ontologia e il modello ingegneristico integrato che rendono le sue piattaforme indispensabili per l’antiterrorismo le rendono anche adattabili alla generazione rapida e su larga scala di obiettivi nella guerra urbana. Le stesse dashboard che possono coordinare la logistica dei soccorsi in caso di calamità naturale possono orchestrare campagne di bombardamento. A Gaza, il ruolo di Palantir non è ipotetico: è una dimostrazione pratica di come l’infrastruttura dati possa essere allo stesso tempo protettiva e distruttiva, a seconda delle scelte politiche del suo cliente.
Il rischio interno di un’applicazione impropria della tecnologia Palantir
Le piattaforme di Palantir sono nate nel crogiolo dell’antiterrorismo post-11 settembre, ma la loro architettura non è vincolata a una missione specifica. Gli stessi pipeline di acquisizione dati, ontologie e dashboard che aiutano gli analisti a monitorare le reti di insorti all’estero potrebbero essere reindirizzati verso l’interno, contro la popolazione di uno Stato. Negli Stati Uniti, dove Palantir fornisce già strumenti ad agenzie come l’ICE, l’FBI e i dipartimenti di polizia locali, il rischio di un’applicazione impropria è più che teorico.
Se applicati in un contesto di polarizzazione politica o deriva autoritaria, i sistemi di Palantir potrebbero consentire:
Sorveglianza di massa del dissenso: integrazione di metadati telefonici, transazioni finanziarie e social media in profili persistenti di attivisti, giornalisti o oppositori politici. Polizia predittiva delle proteste: utilizzo di modelli di apprendimento automatico per prevedere dove si svolgeranno le manifestazioni e chi potrebbe parteciparvi, giustificando repressioni preventive.
Soppressione della rete: utilizzo dell’analisi dei grafici per mappare i membri dei gruppi presi di mira, ampliando il cerchio dell’intimidazione e rendendo l’attività politica personalmente costosa.
Abilitazione di programmi di “credito sociale”: applicazione di sanzioni selettive, come restrizioni di viaggio e inserimento in liste nere di lavoratori, a individui presi di mira in base alle loro attività politiche.
I potenti strumenti di gestione delle informazioni di Palantir potrebbero quindi essere impiegati in un’infrastruttura di controllo politico interno. Le stesse caratteristiche che Palantir propone come garanzie – controlli di accesso granulari, registri di audit e provenienza sicura – sono efficaci solo nella misura in cui lo sono le istituzioni e il personale che ne regolano l’utilizzo. In assenza di solidi quadri giuridici e di una supervisione indipendente, queste protezioni tecniche offrono scarsa difesa contro l’uso improprio deliberato.
Conclusione
La tecnologia di Palantir può fungere da scudo di sicurezza nazionale, difendendo da minacce e crisi esterne. Ma senza garanzie legali, può altrettanto facilmente trasformarsi in una gabbia, controllando la vita politica interna attraverso sofisticati mezzi di sorveglianza. La questione non è se Palantir abbia sviluppato strumenti potenti. La questione è se gli Stati Uniti e le altre nazioni possano garantire che tali strumenti rimangano solo strumenti di difesa contro le minacce esterne, e non diventino strumenti di repressione interna.
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