La Francia agricola era al centro del regime di Pétain, che sperava che sarebbe diventata la regione che avrebbe fornito manodopera alle fabbriche belliche in tutta l’Europa occupata dai tedeschi. Proprio in questa zona, e in particolare nella valle del fiume Vézère, mentre infuriava la Seconda guerra mondiale e la Francia era già stata occupata dalla Germania nazista dal giugno 1940, fu scoperta inaspettatamente la grotta di Lascaux.
Il giorno della sua scoperta, il 12 settembre 1940, segnò una svolta nella conoscenza che gli uomini avevano della loro preistoria, in particolare del Paleolitico.
Pochi giorni prima, l’8 settembre, nel villaggio di Montignac, Zack Marchal, Georges Aniel, Simon Coenssa e Marcel Ravida decisero di fare una passeggiata sulle colline vicine, portando con sé il cane di quest’ultimo, Robo. Quando un coniglio si trovò davanti a Robo, questi lo inseguì fino a quando non si infilò in una piccola cavità sotto un albero sradicato.
L’ingresso della cavità era troppo piccolo per poter vedere dove conducesse. Sono state formulate diverse teorie su cosa ci fosse lì sotto: da un passaggio sotterraneo di un castello vicino a un tesoro nascosto. Così, il 12 settembre, i quattro adolescenti tornarono, questa volta con dell’attrezzatura, e aprirono l’accesso a un piccolo corridoio inclinato. Dopo alcune centinaia di metri, arrivarono in uno spazio buio e umido. Per caso avevano scoperto, intatto, uno spazio con alcuni dei più antichi reperti della preistoria umana. La grotta era stata protetta dall’aria esterna grazie a uno spesso strato di argilla, che permetteva di distinguere chiaramente una moltitudine di animali dipinti (cavalli, bovini, bisonti) in diverse parti della caverna, da cui i soprannomi “Cappella Sistina delle pitture murali” o “Versailles della preistoria” che le sono stati attribuiti.
Non è stato l’unico caso in cui dei bambini hanno fatto una scoperta del genere. In passato, in Spagna, nella grotta di Altamira, che però è posteriore a quella di Lascaux, è stata la figlia piccola di un archeologo a mostrare i tori dipinti.
La notizia della scoperta dei quattro giovani si diffuse a Montignac e ben presto gli abitanti colti del villaggio, compreso il maestro, ne compresero la grande importanza. Fu così che fu chiamato nella zona l’abate Henri Breuil, professore di Preistoria al Collège de France e massimo esperto dell’epoca, che arrivò molto rapidamente sul posto e confermò l’importanza della scoperta. Il villaggio, fino ad allora piccolo e insignificante, si trovò improvvisamente al centro dell’attenzione.
La grotta fu dichiarata monumento storico il 27 dicembre dello stesso anno. L’abbé Breuil si stabilì nella zona per condurre ulteriori ricerche e organizzò anche una visita guidata alla grotta. In seguito arrivarono altri esperti e la famiglia La Rosfouco, proprietaria del terreno, organizzò le visite alla grotta. Gradualmente, mentre le ricerche continuavano, gli scienziati scoprirono la ricchezza artistica del luogo. Sono stati esplorati complessivamente 540 m², nei quali sono stati trovati 680 dipinti murali e almeno 1.500 incisioni.
Nel 1979 la grotta è stata riconosciuta come Monumento del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Sedici anni prima, poiché erano stati osservati diversi segni di deterioramento, la grotta era stata chiusa al pubblico e ne era stata creata una copia, Lasko 2. Successivamente fu creata Lasko 4, che è una copia esatta della grotta scoperta nel 1940.
Fonte: kathimerini.gr
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