Il nazionalismo è la risposta per una transizione energetica di successo?

 

L’architettura globalista della politica climatica si è dimostrata strutturalmente incapace di realizzare le trasformazioni che promette. E se la risposta per una transizione energetica di successo risiedesse nel nazionalismo?


Sostieni acro-polis

Sostenerci è una cosa buona per noi

e per tutti il lettori — tantissimi — che ci leggono a sbafo.

Mentre l’ultimo vertice delle Nazioni Unite sul clima in Brasile, COP30, volge al termine, caratterizzato da profonde divisioni globali, appelli familiari ma futili alla graduale eliminazione dei combustibili fossili e diffusa indifferenza da parte dell’opinione pubblica, io sostengo  che l’approccio globalista alla politica climatica si è dimostrato un fallimento totale ed è ora di abbandonare una volta per tutte questo rituale ormai esaurito:

Nel libro di recente pubblicazione The Truth About the COPs: 30 Years of Illusions, Samuel Furfari, funzionario veterano dell’UE nel settore dell’energia, attingendo alla sua esperienza trentaseienne presso la Direzione Generale per l’Energia della Commissione Europea, sostiene che tre decenni di conferenze internazionali sul clima non hanno prodotto alcun risultato strutturale, se non l’illusione di un progresso. Il processo climatico globale, sostiene, è diventato un elaborato teatro di virtù, sostenuto da burocrazie, ONG e politici che hanno trasformato “l’emergenza climatica” in un rituale permanente di auto-giustificazione.

Furfari analizza la storia del processo della Conferenza delle Parti (COP) delle Nazioni Unite dalla sua nascita a Rio de Janeiro nel 1992 alla sua ultima iterazione a Belém, in Brasile. La sua conclusione è severa: “Dalla Conferenza di Rio del 1992, le emissioni globali di CO2 non sono diminuite, ma sono aumentate del 65%”. Eppure le riunioni continuano. Ogni anno, migliaia di delegati, attivisti e giornalisti si riversano in una nuova città, pronunciando gli stessi discorsi, firmando le stesse dichiarazioni e producendo lo stesso fallimento. […]

Leggere Thomas Fazi su acro-polis.it ⇓

La guerra fredda non finì mai

Ogni incontro, osserva Furfari, segue la stessa coreografia: un’apertura drammatica sulla “ultima possibilità di salvare il pianeta”, un’ondata di immagini apocalittiche – orsi polari in difficoltà, banchi di ghiaccio che si rompono, paesaggi ghiacciati che scompaiono – seguita da giorni di negoziati, un titolo finale che annuncia una “svolta” e un tranquillo ritorno alla normalità. Questo è il cuore della sua argomentazione: le COP non sono strumenti di cambiamento, ma un esercizio ritualistico di simbolismo politico e morale distaccato dalla realtà materiale. Sono diventate “un processo di negoziazione eterno”, un’industria a sé stante, sostenuta dalla logica burocratica della propria continuazione. […]

Furfari sottolinea di non essere un negazionista del clima. Accetta che il problema climatico sia reale, ma non nel senso apocalittico promosso dalla narrativa della COP. Le politiche basate sull’emozione e sulla paura, piuttosto che sul realismo tecnologico ed economico, possono solo portare a “risultati controproducenti e persino a gravi crisi energetiche”. La sua conclusione è inequivocabile: “Il proseguimento di questi grandi eventi internazionali, che mobilitano migliaia di partecipanti, generano emissioni significative di CO2 e si concludono con risultati insignificanti, non ha più alcuna giustificazione razionale”. […]

È difficile contestare l’affermazione di Furfari secondo cui il quadro della COP ha fallito. Tuttavia, nonostante tutte le sue critiche alla governance globale, egli trascura una questione cruciale: e se il problema fondamentale non fosse la politica climatica in sé, ma il modello globalista attraverso il quale viene perseguita? E se così fosse, il nazionalismo – così spesso liquidato come provincialista o regressivo – potrebbe offrire parte della soluzione? A prima vista, questa idea può sembrare controintuitiva, persino assurda. Eppure è proprio l’argomento avanzato da Anatol Lieven nel suo libro del 2020 Climate Change and the Nation State: The Case for Nationalism in a Warming World.


https://www.asterios.it/catalogo/nazioni-e-nazionalismo-nellera-globale