Nelle scorse settimane è uscita la notizia che una startup di San Francisco di nome Preventive sarebbe pronta a manipolare e a riscrivere il DNA dell’essere umano. Questa società è impegnata su due fronti: lo sviluppo della tecnologia di ingegneria genetica CRISPR/Cas9 per l’editing genetico embrionale e l’affinamento dello screening poligenico con estrazione del DNA da un embrione ed analisi algoritmica al fine di prevedere quali malattie potrà sviluppare e anche quali caratteristiche fisiche e psicologiche si manifesteranno nel futuro, da altezza e colore degli occhi fino al quoziente intellettivo aprendo al grande biomercato di promesse, desideri e soprattutto illusioni che non avranno mai fine.
In pochi hanno posto l’attenzione sul fatto che a parlare di “scienze della vita” non sono stati i soliti biotecnologi che avevamo lasciato, solo pochi mesi fa, a mangiare riso biologico all’ultima conferenza di Asilomar* dove, dopo cinquant’anni, sono tornati a riunirsi per far fronte ai nuovi rischi dell’ingegneria genetica e soprattutto per le nuove possibilità che questa può offrire. Questa volta impegnati nella manipolazione della vita troviamo Sam Altman, CEO di OpenAI, Brian Armstrong, fondatore di Coinbase e Peter Thiel cofondatore di PayPal e di Palantir, tutti finanziatori di Preventive. Questi rappresentano la punta delle ricerche della Silicon Valley sull’Intelligenza Artificiale e sulla digitalizzazione delle nostre esistenze con precise ideologie intrinseche nei poteri sovranazionali. Una saldatura tra settori apparentemente diversi? Semplicemente vi è un obiettivo comune, riprogettare l’essere umano e ci stanno arrivando con più strade che confluiranno insieme perché ognuna ha bisogno dell’altra, soprattutto per giustificare la demolizione di ogni significato presente, passaggio necessario al nuovo mondo transumano.
(*Asilomar, la località californiana in cui si tenne nel febbraio 1975 la celebre Conferenza sul DNA ricombinante, è diventato ormai un “luogo della memoria”, mitizzato o stigmatizzato, ma certamente assurto a momento paradigmatico dei rapporti tra scienza e società nel Novecento.)
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Notizia su cui tutti, all’unisono, dai media ufficiali ai canali di controinformazione, hanno posto giustamente attenzione, ma in che modo è stato alimentato il dibattito? Le domande da porci con assoluta priorità sono perché la notizia delle ricerche e delle intenzioni di questa startup è stata veicolata in questo momento? E quali reazioni ha generato nel mondo della ricerca?
Chi da anni segue lo sviluppo delle tecniche di riproduzione artificiale e di ingegneria genetica, le ricerche, le pubblicazioni di settore, i Summit, i dibattiti interni al mondo della ricerca, la loro propaganda e la loro retorica non può che rimanere attonito. All’inizio del 2025 gli Stati Uniti contavano più di 200 compagnie specializzate nell’editing genetico, nessuna ha mai fatto notizia e soprattutto cosa ancor più grave nessuno, tranne rare e solitarie eccezioni, ha mai posto una reale denuncia e una reale critica. Dovremmo poi ricordarci anche che questi centri sono spesso veri e propri biolaboratori fucine biotecnologiche per prossime guerre e pandemie…
Attorno a Preventive quasi tutto il dibattito si è focalizzato sulla differenziazione tra l’editing genetico utilizzato al fine di scongiurare malattie genetiche e l’editing genetico per produrre bambini su misura. Il primo rappresenterebbe il “buon uso” della tecnologia CRISPR/Cas9, il secondo invece la deriva eugenetica. Non si tratta più di curare malattie genetiche, ma di programmare la vita, si è detto. Ancora una volta ci troviamo nel campo di una critica edulcorata, parziale e timorosa, nella migliore delle ipotesi, di essere contro la manipolazione genetica della vita quando bisognerebbe comprendere che la malattia genetica è sempre stata la leva per estendere ed universalizzare il paradigma genetico. Il paradigma genetico, artificiale, cibernetico, transumano non si può risanare e non si può riformare, o si accetta o si rifiuta.
Sfugge un particolare non da poco, chi adesso parla chiaro sulle proprie intenzioni in passato raccontava novelle sulla salvezza dell’umanità. Non è forse vero che un Bill Gates con la sua filantropica fondazione promuoveva sterilizzazioni di massa in Africa e nel mentre gestiva colossi del digitale?
Sfugge anche un nodo centrale. Possiamo ben capire quanto sia sottile il confine tra cura e ottimizzazione dell’umano. Le idee dell’implementazione, dell’ottimizzazione, della modificazione genetica penetrano e trasformano quello che verrà considerata malattia, predisposizione, prevenzione, cura e viene sdoganata l’idea della possibilità di intervenire nel genoma degli embrioni.
Altro aspetto su cui si è focalizzato il dibattito è che queste tecnologie sarebbero accessibili soltanto per i ricchi, una discriminazione di classe insomma. Bisogna comprendere che il fine ultimo è l’accesso per tutti alle tecnologie di riproduzione artificiale e in un secondo momento all’editing genetico, il fine è che tutti desiderino accedervi, il fine è la trasformazione della procreazione in chiave artificiale e biotecnologica, la realizzazione di un nuovo paradigma che spazzerà via qualsiasi pratica e concezione precedente. Quello che si da come ineluttabile diventa il nuovo fulcro dei diritti, delle rivendicazioni della nuova lotta di classe, perdendo ancora una volta di vista il senso profondo della posta in gioco e rivendicando la propria neutralizzazione come essere umano.
Queste considerazioni – la differenziazione tra l’editing genetico utilizzato al fine di scongiurare malattie genetiche e l’editing genetico per produrre bambini su misura e la possibilità di accedere solo per i ricchi – si collocano perfettamente all’interno della propaganda e delle stesse preoccupazioni e rivendicazioni del settore della genetica. L’Innovative Genomics Institute dell’Università della California in merito a Preventive è stato veloce a dichiarare: “Queste persone non stanno lavorando sulle malattie genetiche. Mentono, stanno delirando, o forse entrambi. Armate di denaro mal distribuito, queste persone stanno lavorando al «miglioramento» dei bambini”. E quindi cosa serve? Una stretta presa di controllo da parte delle autorità governative e di tutti quegli ex hippie di ritorno da Asilomar che potranno lavorare candidamente a quello che hanno sempre voluto e sostenuto accusando degli eccessi le compagnie private e qualche ricercatore isolato cinese…
Il copione è sempre lo stesso. È la società che dovrà essere cambiata prima dell’introduzione di queste tecnologie profonde, a questo stanno lavorando da tempo. Facciamo qualche passo indietro per sciogliere la matassa e arrivare ai nostri giorni.
Dalla prima Conferenza di Asilomar del 1975 sull’ingegneria genetica applicata all’umano la strada è stata spianata proprio da quei ricercatori di punta come David Baltimore, ideatore della tecnica del DNA ricombinante, che con le loro dichiarazioni strappalacrime di preoccupazione per le loro stesse ricerche invocavano regolamentazioni. Moratorie, regolamentazioni, linee guida degli sviluppi tecnoscientifici non significa fermarli, significa porre dei limiti che man mano vengono abbattuti, significa creare un contesto di accettazione sociale, una trasformazione dell’etica all’interno della società e di come verranno considerati quegli ambiti di applicazione che riguardano i corpi, la nascita, la vita, la salute, la morte, significa creare un desiderio verso tali sviluppi tecnoscientifici, una loro diffusione e una loro normalizzazione. Quando costoro si rivolgono alla società non è per far capire quello che fanno, magari lautamente finanziati da decenni, lo scopo è quello di far digerire quello che loro hanno deciso essere il Bene necessario, il dibattito è funzionale a creare accettazione, a preparare il terreno. Sanno bene che una volta rivoluzionati determinati paradigmi dopo non solo non si può tornare più indietro, ma si verrà sempre più proiettati in avanti in quell’unico universo di senso tecnoscientifico, artificiale, sintetico, cibernetico e transumano. Questo equivale a legittimare l’idea di essere umano e di vita che questi sviluppi portano e comportano. Fermare il CRISPR/Cas9 e ogni tecnica di ingegneria genetica e di riproduzione artificiale vuol dire fermare tutto quel mondo.
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Negli anni a seguire insieme a Baltimore troviamo Jennifer Doudna pioniera della tecnologia di ingegneria genetica CRISPR/Cas 9 affermare che “ora possiamo modificare il nostro DNA. Ma facciamolo in modo saggio”. Dal Terzo Summit Internazionale del Genoma Umano del 2023 era ben emerso che il punto non è nemmeno più la regolamentazione dell’editing del genoma umano, ma la sua governance a livello globale che va ben oltre la regolamentazione. La retorica puntava l’attenzione sulle ingiustizie da affrontare per un accesso democratico ed equo alle tecnologie CRISPR/Cas 9.
La strada delle sperimentazioni sugli embrioni è stata aperta ufficialmente nel 2015 da un team di ricercatori cinesi che ha usato il CRISPR/Cas9 per modificare il DNA di embrioni umani con lo scopo ufficiale di correggere un gene responsabile della beta-talassemia. Nel 2016 un gruppo di ricercatori svedesi del Karolinska Institute di Stoccolma si è spinto oltre, arrivando a modificare il genoma di embrioni umani sani. Già dal 2016 settori della ricerca annunciavano che l’obiettivo dell’editing sarà la “prevenzione dell’ereditarietà di una specifica malattia genetica. In un secondo momento si potrebbe anche andare oltre. […] Non c’è motivo di scartarlo in linea di principio. La tecnica dell’editing genetico non è di per sé immorale, anzi presenta il potenziale per diventare una strategia alternativa a disposizione dei genitori per raggiungere una gamma più ampia di obiettivi”.
Un passaggio fondamentale in questa direzione è costituito dalla dichiarazione, nel 2018, del Comitato Bioetico Britannico, in cui si sostiene che “La modifica del DNA di un embrione per influenzare le caratteristiche di una persona futura (modificazioni genetiche ereditarie) potrebbe essere moralmente ammissibile”.
Nel novembre del 2018 al Summit internazionale sull’editing del genoma umano a Hong Kong arriva la notizia della nascita delle due bambine geneticamente modificate con la tecnologia CRISPR/Cas9 da parte di un gruppo di ricerca cinese, notizia che negli ambienti scientifici tutti si aspettavano e che tutti bramavano. Dopo un mediatico iniziale polverone di critiche la comunità scientifica ha evidenziato la necessità di soffermarsi “sulla trasparenza, sul calcolo rischio-beneficio, sul consenso informato”. I ricercatori di punta nel settore dell’ingegneria genetica presenti al Summit, tra cui David Baltimore e Jennifer Doudna, dichiararono che: “il nostro obiettivo è quello di contribuire a garantire che la ricerca sull’editing del genoma umano venga intrapresa in modo responsabile, a beneficio di tutta la società”. Sottolineando come sempre anche la necessità di un consenso sociale.
Al momento ancora non abbiamo bambine e bambini modificati geneticamente, ufficialmente, possiamo però immaginarci le atrocità commesse sugli altri animali nei laboratori di bioingegneria per giungere a quello scopo. Ma la soglia è già stata superata da tempo, la direzione è già stata intrapresa e nell’indifferenza quasi totale a livello internazionale passano molteplici passaggi legislativi, aggiornamenti e revisioni di linee guida solo apparentemente marginali. I maggiori comitati bioetici internazionali hanno dichiarato che è accettabile modificare geneticamente un embrione con l’editing genetico, le tecniche di fecondazione assistita sono state risignificate come una responsabilità genitoriale, sono arrivate le nuove tecniche ROPA e di trasferimento di DNA mitocondriale che frammentano ulteriormente il processo di procreazione e che rendono l’essere umano un bricolage genetico, è caduto il limite dei 14 giorni per la sperimentazione sugli embrioni, embrioni e feti equiparati a mere sostanze biologiche (SoHo) come tessuti e sangue…
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In parallelo le ricerche nell’ambito dello sviluppo di embrioni “sintetici” e dell’ectogenesi avanzano. Dai primi embrioni di topo “sintetici” ai primi embrioni umani sviluppati in laboratorio non da ovuli e sperma, ma da cellule staminali riprogrammate e dalle prime ricerche sull’ectogenesi all’aver coltivato embrioni di topo al di fuori dell’utero più a lungo di quanto sia mai stato possibile.
In parallelo quei casi che, ancora per ora, scuotono: le prime bambine modificate geneticamente, gravidanze ultrasessantenni, donna che fa fecondare il proprio embrione con il seme del figlio deceduto… Cosa ancora suscita orrore? Spingere all’estremo le possibilità delle tecnoscienze per cancellare ogni limite etico, per trasformare la nascita e in ultima istanza l’essere umano.
Il prossimo futuro ha la chiave interpretativa nel presente, tutto è esposto e disposto. Eppure nessuna voce critica si alza attorno alle tecniche di fecondazione assistita. Forse troppo banale, attira di più denunciare sviluppi in là da venire e non il presente già grave, già normalizzato, si correrebbe il rischio poi di dover agire per intervenire, di abbandonare linguaggi prudenti, di essere precisi nell’indicare chi e dove sono i responsabili di tutto questo. Più facile parlare di distopia ricorrendo alla solita narrativa di genere e perderci in fantasticherie in là da venire, utilizzando magari a difesa delle proprie tesi nomi illustri di scienziati che hanno avuto un ruolo primario in quelle ricerche.
La critica deve iniziare da ciò che è già presente: la procreazione medicalmente assistita con diagnosi pre-impianto (DPI) e selezione embrionale che ha aperto la strada a ottimizzazione e implementazione di tutto il processo. Ciò che frenava l’espansione della DPI non sono state le legislazioni e i comitati bioetici che non possono non sostenere il “controllo della qualità” dell’embrione, immorale sarebbe impiantare un embrione “difettoso”… ciò che frenava l’espansione della DPI e di tutte le tecniche di fecondazione artificiale erano limiti tecnici che man mano sono stati superati. E ora l’Intelligenza Artificiale che permette la selezione e il monitoraggio in tempo reale di gameti ed embrioni sta facendo fare passi avanti alla ricerca.
Da tempo in solitaria denunciamo che la PMA rappresenta il cavallo di Troia del transumanesimo per la riproduzione artificiale come normale modo di venire al mondo. Già da anni in America, Spagna, Cipro, Grecia per una coppia senza problemi di infertilità o di trasmissione di patologie genetiche è possibile recarsi in una clinica per la fecondazione assistita al fine di selezionare alcune caratteristiche dell’embrione, come il sesso e il colore degli occhi.
I figli del laboratorio sono il prodotto di un mero assemblaggio di gameti prelevati e selezionati, sono lo sviluppo di un embrione selezionato dagli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale, pronti per le manipolazioni genetiche. La vita trasferita e maneggiata in una piastra di petri da tecnici in camice bianco in una sterile stanza, non più frutto dell’incontro tra due corpi. La vita in vitro, innervata dalla tecnica ancor prima della sua nascita.
Le persone sono spinte a preferire e a desiderare le cliniche di fecondazione assistita. La procreazione naturale verrà considerata insicura e irresponsabile. Dal “diritto a un figlio” al “diritto a un figlio sano” per arrivare al “diritto a un figlio selezionato, ottimizzato, ingegnerizzato”. Dalla selezione embrionale all’ingegneria genetica preventiva. Dal diritto si arriverà al dovere. Prevenzione significherà selezionare l’embrione modificandolo geneticamente con il CRISPR/Cas 9. “Se dovessi fare una previsione direi che i miei nipoti verranno da embrioni selezionati e modificati geneticamente, e per l’umanità non cambierà niente. Sarà come vaccinarsi.” : significativa affermazione di Dan MacArthur, direttore del Center for Population Genomics.
Di fronte all’aumento dell’infertilità e delle mutazioni genetiche causate da onde elettromagnetiche, pesticidi, PFAS, sieri genici a mRNA… verrà offerta la possibilità di acquistare e selezionare gameti e selezionare quello che verrà considerato in base a determinati parametri un “embrione sano”. La selezione embrionale e la riproduzione nelle cliniche diventerà un “dovere morale” per tutti. Diviene allora necessario denunciare vecchi e nuovi attori che si presentano pronti per la diffusione e gestione delle tecniche di ingegneria genetica nei corpi e anche nella natura con le nuove tecniche di evoluzione assistita (OGM-TEA), ma sarà essenziale essere fuori dai vuoti allarmismi, dai teatrini politici, dagli pseudo dibattiti caricati a tempo volti all’instaurazione definitiva di tali pratiche e di tali visioni di mondo. Fermare l’ingegneria genetica e la riproduzione artificiale ovunque e in ogni modo queste si presentino: questo non è l’inizio dell’ennesimo dibattito, ma il modo per capire chi in questa lotta è di cuore sincero e chi invece ci vuole eternamente immersi nelle nuvole della paura, della prudenza, del calcolo e dell’apatia… in una parola complici.

Per approfondimenti:
S. Guerini, C. Ragusa (a cura di), AA. VV., I figli della macchina. Biotecnologie, riproduzione artificiale ed eugenetica, Asterios editore, 2023
S. Guerini, C. Ragusa, L’ideologia del tecno-mondo. Resistere alla megamacchina, Acro-Pòlis, 2024
S. Guerini, Dal corpo neutro al cyborg postumano. Riflessioni critiche all’ideologia gender, Asterios editore, 2023
Alcuni articoli a tema:
S. Guerini, C. Ragusa, Prefazione di I figli della macchina. Biotecnologie, riproduzione artificiale ed eugenetica, Asterios editore, 2023, https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/prefazione-di-i-figli-della-macchina-guerini-ragusa/
S. Guerini, Maternità surrogata. Una delle strade verso il transumanesimo, 2025, https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/maternita-surrogata-una-delle-strade-verso-il-transumanesimo/
S. Guerini, I bambini provenienti dall’azoto liquido. Gli embrioni non si assemblano in laboratorio. Questa è l’unica forma di tutela, 2025, https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/i-bambini-provenienti-dallazoto-liquido/
S. Guerini, Verso la riproduzione artificiale per tutti. Nuove linee guida per l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita in Italia, 2024, https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/verso-la-riproduzione-artificiale-per-tutti-nuove-linee-guida-per-laccesso-alle-tecniche-di-fecondazione-assistita-in-italia/
S. Guerini, C. Ragusa, Transumanesimo: l’ideologia del tecno-mondo, 2024, https://www.acro-polis.it/2024/11/15/transumanesimo-lideologia-del-tecno-mondo/
S. Guerini, Il biomercato eugenetico europeo: compra-vendita e procacciamento di gameti, embrioni e feti, 2023, https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/il-biomercato-eugenetico-europeo-compra-vendita-e-procacciamento-di-gameti-embrioni-e-feti/
S. Guerini, La realtà ostaggio da smontaggi e ricostruzioni artificiali, 2023, https://www.resistenzealnanomondo.org/documenti/la-realta-ostaggio-da-smontaggi-e-ricostruzioni-artificiali-silvia-guerini/