4 Agosto 1962. Muore Marilyn Monroe

 

Il vertice dell’illusione imperiale!

 


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Il giro del mondo dell’emigrazione italiana, in oltre 250 film, dagli anni Ottanta dell’Ottocento fino ad oggi. Occorre distinguere tra le varie periodizzazioni del fenomeno riferibili ai film a soggetto, ai documentari, agli audiovisivi realizzati dal cinema, dalla televisione o dai cinegiornali. L’immagine dell’emigrante è ovviamente diversa per l’intenzionalità della tesi e per il contesto storico-ideologico nelle varie epoche. I documentari USA, dal 1903 (durata di pochi minuti), mostrano le file e i volti all’approdo o all’uscita da Ellis Island. I film a soggetto americani dal 1906 al 1915 (anche di D.W. Griffith e di Thomas H. Ince) raccontano l’ambiente degli italiani a Little Italy: tra canzoni, cibo, gelosie e crimini dell’organizzazione la Mano Nera. Dal 1901 al 1913 gli ingressi a Hellis Island registrano il 91% di provenienza italiana, la sopravvivenza si trova nella domesticità della casa e della famiglia: nelle sue regole, nei suoi riti e nella sua cucina. Difatti, un popolo in terra straniera è visto con sospetto, il più delle volte disprezzato, si deve difendere attraverso luoghi e legami con la propria comunità: le panetterie, i caffè, le tavole calde e i primi ristoranti ad uso quasi esclusivo dei connazionali a rafforzare parentele e identità territoriali; solo in un secondo momento trovano avventori locali e soltanto le generazioni successive adatteranno le loro offerte gastronomiche ai gusti dei numerosi frequentatori autoctoni.

Dei 26 milioni di migranti (dal 1876 al 1976) solo poco più di 8 milioni rimpatrieranno. Saranno quasi il 9% della popolazione di New York, il 20% di Buenos Aires, il 35% di San Paolo. I nostri emigranti indirettamente fornirono l’occasione per la costruzione e la diffusione della ormai mitica dieta mediterranea, a partire dai tanti localismi di provenienza e soprattutto dalle abitudini alimentari trasmesse da una generazione all’altra in forma orale, col trinomio olio-vino-pane, seguito da quello della pasta. Tra miti, riti domestici e tradizioni, piatti e preparazioni varcano gli oceani da una parte all’altra e nella doppia direzione, diventando quasi storia.