“Una strada digitale verso l’inferno”: la NYU School of Law lancia l’allarme sui programmi di identità digitale della Banca mondiale

La Banca Mondiale e i suoi partner affermano che “investire in sistemi di identificazione digitale sta aprendo la strada a un futuro digitale equo”. Ma invece “potrebbero benissimo aprire una strada digitale verso l’inferno”.

I governi di tutto il mondo stanno progettando, assemblando e testando in modo rapido ma silenzioso sistemi di identità digitale, spesso con componenti biometriche. Includono l’Unione Europea, che a sua volta comprende 27 paesi membri, Regno Unito, Australia, Canada e dozzine di paesi in Africa, Asia e America Latina. La diffusione di questi sistemi in tutto il Sud del mondo è stimolata da un nuovo consenso sullo sviluppo che afferma che l’identificazione digitale può favorire uno sviluppo inclusivo e sostenibile ed è un prerequisito per la realizzazione dei diritti umani.