I ricercatori del MIT costruiscono robot che possono far nascere altri robot. Guardate il video

Dopo le rivoluzioni industriali e culturali, è arrivata l’“informatica intelligente” che ha reso tutto “smart”: telefonia, casa (domotica), medicina (diagnostica, bionica), lavoro, finanza, scuola (DAD), mezzi di trasporto senza conducente, ecc. Oggi sappiamo imitare la natura sul piano biologico e mentale, creando “software” che svolgono funzioni cognitive: memoria, elaborazione, soluzione. Se tutto questo ha migliorato la nostra vita, ha creato però nuove dipendenze e alienazioni: potere dell’algoritmo e dei big data, controllo sociale, manipolazione dell’informazione, oligarchie economiche.

I ricercatori del Center for Bits and Atoms del MIT stanno lavorando a un progetto ambizioso mentre progettano robot che possono essenzialmente assemblarsi da soli. Il team ammette che l’obiettivo di un robot autonomo che si costruisce da solo è ancora “lontano anni”, ma il loro lavoro finora sta mostrando risultati positivi.

I ricercatori costruiscono robot che possono dare vita ad altri robot - Guarda il video-1
foto: MIT/Per gentile concessione dei ricercatori

 

 

 

 

 

 

Al centro del sistema ci sono i voxel (termine preso in prestito dalla computer grafica), che trasportano potenza e dati che possono essere condivisi tra i pezzi. I pezzi costituiscono la base del robot, afferrando e collegando voxel aggiuntivi, prima di passare alla griglia per l’ulteriore assemblaggio.

“Il nostro approccio sfida la visione convenzionale secondo cui strutture più grandi hanno bisogno di macchine più grandi per costruirle e potrebbe essere applicato ad aree che attualmente richiedono un investimento di capitale significativo per le infrastrutture o sono completamente impossibili”, osservano i ricercatori nel loro studio pubblicato su Nature, secondo techcrunch.com.

I ricercatori costruiscono robot che possono dare vita ad altri robot - Guarda il video-2
foto: MIT/Per gentile concessione dei ricercatori

 

 

 

 

 

 

Lo sviluppo del giusto livello di intelligenza per questi sistemi è il grande ostacolo. Tra le altre cose, i robot devono decidere come e quando costruire un nuovo robot, quando iniziare a costruirlo e come evitare di scontrarsi durante il processo.

 

 

Ma ci sono ancora problemi di hardware, poiché il team sta attualmente lavorando per costruire connessioni più forti tra i voxel.

Come spiegano i ricercatori del MIT, oggi c’è un crescente interesse per le case stampate in 3D, ma al momento per farlo sono necessarie stampanti grandi quanto o addirittura più grandi della casa stessa che si sta costruendo. Quindi i vantaggi di una casa che potrebbe essere assemblata da una moltitudine di minuscoli robot sono evidenti.

La NASA e l’US Army Research Laboratory hanno cofinanziato il progetto.

Fonte: moneyreview.gr 

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