Σύμπαν (Spazio): il buco nero inghiottitore di stelle, il più distante mai rilevato

Contemporaneamente, invia un getto di radiazioni tremendamente luminoso verso il nostro pianeta.

Astronomi americani ed europei hanno annunciato il rilevamento, il più lontano fino ad oggi mai avuto, di un buco nero che inghiotte una stella vicina, a circa 8,5 miliardi di anni luce di distanza, inviando un getto di radiazione tremendamente luminoso verso il nostro pianeta.

Nel mese di febbraio scorso i telescopi terrestri hanno osservato un’insolita nuova e potente sorgente di luce, che eclissa più di 1.000 trilioni di soli. L’hanno chiamato AT2022cmc e hanno passato mesi a cercare di capire da dove provenisse. Ora hanno concluso che si trattava di un enorme buco nero in una galassia lontana che, inghiottendo una stella vicina, emetteva i suoi resti sotto forma di un getto di radiazione che, muovendosi quasi alla velocità della luce, mirava direttamente alla Terra e quindi è diventata visibile.

 

Le stelle che orbitano molto vicino a un buco nero vengono distrutte dalle tremende forze gravitazionali alla sua periferia, che rilasciano enormi quantità di energia. Ad oggi sono stati osservati dagli astronomi pochissimi casi estremi e rari, chiamati “Tidal Disruption Events (TDE)”.

I ricercatori, guidati da Igor Andreoni (University of Maryland) e Diraj Passam (MIT), che hanno realizzato due importanti pubblicazioni sulle riviste “Nature” e “Nature Astronomy”, sono riusciti a studiare il fenomeno con 21 telescopi in diverse regioni del campo elettromagnetico spettro (raggi gamma ad alta energia, raggi X, onde radio, radiazioni ultraviolette, luce visibile). Si stima che il calore sviluppato alla sorgente della luce sia stato di circa 30.000 gradi centigradi, mentre il buco nero probabilmente “inghiottisce” ogni anno una massa equivalente alla metà del sole.

Fonte: stampa estera