Ordoliberalismo. Costituzione e critica dei concetti (1933-1973), di Adelino Zanini

Notevoli, nel libro, sono la capacità e la pazienza dell’autore nel ricostruire su di un arco temporale molto ampio la vicenda teorica e politica dell’ordoliberalismo tedesco. Tra i suoi meriti, oltre al mettere a disposizione dei lettori e delle lettrici una massa di fonti, documenti e riferimenti che diventeranno imprescindibili per chi si voglia a sua volta addentrare nella storia economica e giuridica europea dell’ultimo secolo, l’acribia nel disaggregare l’oggetto «ordoliberalismo» nelle molte posizioni e nei molti autori che lo hanno composto.

sandro.chignola@unipd.it Università degli Studi di Padova.

All’indirizzo https://www.facebook.com/scienzaepoliticastoriadelledottrine è disponibile la presentazione di questo volume che ha avuto luogo il 7 maggio 2022. Ne hanno discusso con l’Autore Sandro Chignola, Sandro Mezzadra e Maurizio Ricciardi.

La notevole ricostruzione delle teorie politiche ordoliberali operata da Adelino Zanini svela nelle conclusioni il proprio asse interpretativo. Qui si rendono evidenti almeno due cose. La prima: è stato a partire dai Corsi tenuti da Michel Foucault al Collège de France che è ripreso, anche per Zanini, il quale trova l’interpretazione di Bilger e Foucault del tutto perspicua, l’interesse per la teoria politica ordoliberale. La seconda: che è necessario decostruire le modalità attraverso le quali nel dibattito si è fissata l’immagine di un neoliberalismo compatto, del tutto innovativo e che, tra teoria e prassi, sbalza come un monolite. Anche nell’Europa a trazione tedesca, il progetto neoliberale non soltanto si impone storicamente tra molte resistenze, ma si impasta di «residualità costitutive» con le quali si trova costretto a mediare. Di qui l’impossibilità dell’inveramento della sua cristallina progettualità teorica e l’«ineludibile ibridazione» che ne caratterizza l’impianto a livello europeo.