La grande “prova” e folle “tentazione”

“I leader ucraini hanno accettato l’inganno degli Stati Uniti per ragioni difficili da comprendere. Forse credono negli Stati Uniti, o hanno paura degli Stati Uniti, o temono i loro stessi estremisti, o semplicemente sono estremisti, pronti a sacrificare centinaia di migliaia di ucraini a morte o feriti nell’ingenua convinzione che l’Ucraina possa sconfiggere una superpotenza nucleare che pensa la guerra come una faccenda esistenziale. O forse alcuni dei leader ucraini stanno facendo fortuna scremando le decine di miliardi di dollari di aiuti e armi occidentali”, scrive nella sua cronistoria J. Sachs.

Per tutti questi motivi e per il fatto indiscutibile che la Russia possiede una tale quantità di bombe a grappolo che potrebbe seminare tutta la terra ucraina rendendola un deserto impraticabile, che una frazione del gruppo al potere in Ucraina ha deciso di avviare dei contatti e discussioni con la controparte e la intermediazione di paesi “neutrali” e del Vaticano. È una buona notizia per la martoriata ucraina. Rallentare il tutto per arrivare ad un congelamento prima del gelo invernale. Speriamo. Allora silenzio. Forse si potrà evitare il peggio, la grande “prova” e folle “tentazione” delle armi nucleari convenzionali.

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