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Helmer descrive di seguito che Navalny non era in grande salute e, in precedenza, le affermazioni di tentativi russi su di lui (in termini di dinamica) erano chiare invenzioni. Ciò non significa che Navalny non sia morto per un gioco perverso e anche idiota e stupido del gruppo al potere nella Federazione Russa. Alcuni hanno descritto Navalny come un suprematista bianco, più sovranista dello stesso Putin, antimusulmano convinto, omofobo, ecc. Altri che, nonostante il suo stile istrionico era una persona di nessuna importanza in Russia. Altri, come Ray McGovern, hanno presentato alcune prove, apparentemente non banali, che Navalny stava lavorando con i servizi di intelligence statunitensi e britannici. Sta di fatto che la sua permanenza, con una borsa di studio, alla Università di Yale in America — affermano altri — ha segnato la sua svolta da suprematista, anti-frocio convinto, xenofobo e contro i “scarafaggi musulmani” — con riferimento ai cecceni, a un combattente per la libertà e contro la dilagante corruzione del regime. Ora alla Università di Yale, come in altre parti in America ed Europa, ha sede una delle “culle” dove vengono allevate persone giovani come futuri e promettenti leader per i loro paesi di origine, sia di destra che di “sinistra”, a seconda delle opportunità e circostanze. Si potrebbero fare nomi e cognomi, ma non serve. Basta che Vi guardate intorno — cui da noi in Italia nel campo della destra sovranista e moderata, come nel campo “largo” della cosi detta “sinistra” — in Germania, Francia, Spagna, Grecia, Finlandia, ecc. La domanda da farsi è: ma perché pur sapendo di rischiare la morte, Navalny lascia moglie e figli e torna a Mosca. Di quante promesse e piani “segreti” è stata riempita la sua vanità e il suo istrionismo. La sua morte voluta e/o causale o meno, aiuta il “collettivo Occidentale” nella sua — non più nascosta — depressione per le brutte notizie ucraine. Un “tiramisù” temporaneo.
Tutto questo non frena la totale distruzione della martoriata Ucraina con migliaia di morti e un terzo dei suoi giovani sopravvissuti mutilati in modo permanente. Tutto questo non frena la contemporanea auto-distruzione dei popoli palestinesi, arabo ed ebraico.
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