Brevi di scienza e conoscenza. «Alieni» negli abissi: squali fantasma e spugne della morte

«Spendiamo miliardi alla ricerca di vita su Marte o esplorando il lato oscuro della Luna», ha commentato il direttore dell’Ocean Census, Oliver Stinch. «La scoperta della maggior parte delle specie del nostro pianeta, nei nostri oceani, costa una frazione di tali somme. La domanda non è se possiamo permettercelo economicamente. È, se possiamo permetterci di non farlo».

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Spendiamo migliaia di miliardi di denaro (lavoro e risorse) per costruire armi moderne e sofisticate per difenderci da, e per, il dominio del più forte idiota e psicopatico di turno sul più piccolo e indifeso, per colonizzarlo e rubare le sue risorse, i suoi beni, le sue donne, schiavizzare i suoi giovani e far morire i suoi anziani di stento e disperazione. Questa sarebbe la civiltà che dobbiamo difendere dai barbari di turno?

Ma è la nostra Terra che “Tu dolcemente hai appoggiato sulle acque dei mari” (dice un canto pasquale) che dobbiamo diffendere dai bastardi e filibustieri ignoranti e malvagi. Scoprire la vita nella profondità delle acque dei mari ci permetterà di scoprire l’inizio della nostra.

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Queste sono solo tre delle 1.121 specie finora sconosciute scoperte negli oceani del mondo nell’ultimo anno, come ha annunciato martedì l’organizzazione Ocean Census, un’iniziativa internazionale per la mappatura della vita marina a cui partecipano più di 1.000 ricercatori provenienti da 85 paesi.