Finalmente dopo 80 anni di distanza nasce in Italia proposta di legge per far riconoscere il genocidio dei rom e sinti

 

La proposta di legge prevede che in occasione della Giornata nazionale tutti gli enti nazionali e locali e le scuole promuovano cerimonie, convegni e altre attività volte a ricordare il genocidio dei rom e dei sinti. Moni Ovadia, in un videomessaggio, ha detto: “Sono trascorsi ottant’anni dal genocidio di rom e sinti e ancora non si è provveduto a riconoscere il loro martirio” perché “il nostro cosiddetto mondo civilizzato, in particolare l’Occidente, porta in sé ancora i semi del razzismo e del colonialismo, ed è molto grave”. Ovadia aggiunge: “Agli ebrei è stato riconosciuto il genocidio mentre a rom e sinti no, e questo perché gli ebrei sono entrati progressivamente nel salotto dei vincitori e si sono progressivamente omologati alla società dei vincitori occidentali”, mentre i rom e i sinti “hanno mantenuto il loro rilevante status di alterità, e questo è un grandissimo merito”.


https://www.asterios.it/catalogo/razza-nazione-classe


 

Il 2 agosto 1944, 80 anni fa, vennero sterminati 2.897 uomini donne e bambini Rom e Sinti nei campi di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau. Quella sera venne imposto loro il divieto di lasciare le abitazioni di legno e, nonostante la rivolta, vennero condotti nelle camere a gas e i loro corpi bruciati nei forni crematori. Per questo è stata scelta la data del 2 agosto per commemorare il “Samudaripen”. Ad Auschwitz-Birkenau furono uccisi almeno 23.000 Rom e sinti, mentre secondo le stime più accreditate in tutta l’epoca nazista furono circa 500.000 i Rom e sinti sterminati nei lager, nei ghetti o alla cattura. In alcuni paesi oltre l’80 % della popolazione rom e sinti venne sterminata. In Italia sotto il regime fascista di Benito Mussolini, le circolari dell’11 giugno 1940 e dell’11 settembre 1940, n. 44509 e n. 63462 permisero il rastrellamento e l’internamento nei campi di concentramento dei rom e sinti italiani e non. In Italia furono attivi tre campi di concentramento fascisti per rom e sinti: quello di Boiano e di Agnone, in provincia di Campobasso, e quello di Tossicia, in provincia di Teramo. Membri della popolazione rom e sinti furono poi catturati dall’Italia dopo l’8 settembre 1943.