Il gene egoista compie 50 anni

Da anni, un gruppo di biologi, filosofi e storici auspica una sintesi evolutiva più ampia che tenga conto di fenomeni che vanno oltre questa finestra di trasmissione isolata. L’ereditarietà opera a molti livelli contemporaneamente. Ad esempio, ci sono prove che i cambiamenti epigenetici – modifiche molecolari al genoma che possono alterare l’espressione genica senza modificare il DNA – siano ereditari. Gli ecosistemi coinvolgono molte forme di vita che si adattano l’una all’altra, creando stabilità e sviluppando una sorta di omeostasi – il processo di autoregolazione attraverso il quale viene mantenuto l’equilibrio – che conferisce resilienza contro cambiamenti catastrofici. Il tuo corpo è composto da più cellule microbiche che cellule derivate dai geni dei tuoi genitori. Il microbioma non partecipa direttamente alla tua ereditarietà genetica, ma non puoi vivere senza di esso.


Una novità di Asterios


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Una delle domande che si pongono oggi: quanto nel processo che porta alla definizione della sessualità dell’individuo è genetico e quanto è epigenetico? Quanto è scritto e quanto si impara? Quanto è scritto nel DNA del genoma, e quanto ogni individuo deve imparare volta per volta? Quanto nella sessualità è normale, quanto fa parte della inevitabile e naturale variabilità interna del sistema; e quanto dipende dalle condizioni esterne perinatali, ed è quindi potenzialmente accettabile o discutibile o rifiutabile?

Si parla, si scrive e si legifera molto di comportamenti legati alla sfera sessuale degli individui. Ma se si domanda ad una persona qualsiasi su cosa sono basati i suoi giudizi morali, da cosa prendono forza e giustificazione le argomentazioni e la logica delle decisioni, da dove viene il successo dei libri ed il senso di tante strane discussioni, ci si rende immediatamente conto che non esiste una base di conoscenza minima e sufficiente del problema. Il sesso è una delle cause portanti del comportamento degli esseri umani, e non potrebbe essere altrimenti; ma ogni individuo che non sia uno psicanalista o un medico specializzato dovrebbe sapere di cosa sta parlando. Oggi nelle nostre società genetica, epigenetica, genetica molecolare e neurobiologia hanno fornito risposte nuove e oggettive a molte domande antiche. Allo stesso tempo ne hanno poste altre; il problema rimane acuto e, stranamente, affrontato con grande superficialità, non risolto. Omofobia e femminicidi sono sullo sfondo.

 

La metà degli anni ’70 ha visto la pubblicazione di due libri di biologia che hanno avuto un impatto duraturo. Il primo è Sociobiologia: una nuova sintesi (1975) del biologo delle formiche E.O. Wilson di Harvard. La sociobiologia è un argomento per un’altra volta, e potrebbe costringermi a procurarmi finalmente delle medicine per la pressione alta. Il secondo libro è Il gene egoista (1976) di un altro critico freelance di ogni genere, Richard Dawkins di Oxford. Entrambi i libri erano motivati ​​dal desiderio di semplificare la biologia riducendola alle sue parti più piccole, e quindi fondamentali, e poi attribuire a queste parti una sorta di funzione in grado di spiegare il tutto.