La politica del massacro di tutti

 

John Helmer si rivolge a Tucidide per una lezione su cosa succede quando una potenza superiore e fiduciosa si propone di massacrare e sottomettere completamente un nemico. Per Atene la cosa non ha funzionato nemmeno nel lungo periodo, ma nel medio termine.

Ath. Quindi noi nè vi offriremo un lungo discorso infido con argomenti belli, cioè che noi
esercitiamo il potere giustamente perchè abbiamo abbattuto i Persiani o che ora siamo giunti contro
di voi perché abbiamo subito ingiustizia, né riteniamo giusto che voi pensiate di convincerci
dicendo che non avete combattuto con noi perché siete coloni degli Spartani o che non avete
commesso ingiustizia nei nostri confronti; ma riteniamo giusto che sia fatto il possibile a partire da
ciò che ciascuno di noi due pensa veramente, del tutto convinti in aggiunta a voi, che invece lo
sapete solo in teoria, che le azioni giuste sono scelte nel ragionare umano a partire da una necessità
uguale, e che al contrario chi è superiore esige quanto è possibile e i deboli cedono.

I fondamentalisti religiosi pensano che, poiché Dio è dalla loro parte – anzi, perché Dio li ha scelti come Suo popolo – possono lasciare a Lui il compito di tenere sotto controllo la storia, ricordare le lezioni del passato, contare gli anni, sommare i guadagni, i costi e le perdite. Finché Dio non emette allarmi rossi o avvisi di insolvenza durante le loro preghiere, quando il popolo eletto si alza può concentrare la mente e le risorse sulla preparazione per il futuro. Se l’assassinio di un milione o due di palestinesi è il futuro su cui israeliani e americani si stanno concentrando adesso, è ovvio che loro e il loro Dio non hanno riletto il Melian Dialogue, se lo ha fatto Lui in primo luogo.