Due agosto 1980: 45 anni dalla strage neofascista alla stazione di Bologna

 

Bologna ricorda la strage alla stazione e commemora le vittime del più grave attentato della storia del nostro Paese. Per l’ultima volta parlerà da presidente del Associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi, al suo posto Paolo Lambertini: «Orfano a 14 anni, nessuna sentenza mi restituirà mia madre, ma ho cercato la verità tutta la vita»

Era il 2 agosto del 1980 ed erano centinaia le persone che quel giorno, per le vacanze, passavano per lo snodo ferroviario. Come ogni anno Bologna ricorda quell’attentato e ne onora le 85 vittime.

 

Alle 10, in Stazione Centrale, dal palco in piazza Medaglie d’Oro, intervento del presidente dell’Associazione dei Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2
Agosto 1980, Paolo Bolognesi.
Alle 10.25, il triplice fischio del treno e minuto di silenzio in memoria delle vittime. Conclude il Sindaco di Bologna e della Città metropolitana Matteo Lepore.
Alle 10.50, in sala d’attesa della Stazione, deposizione di corone istituzionali alla presenza delle massime autorità.


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Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpe istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e Bologna… io so i nomi di coloro che, tra una messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali …
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina i fatti anche lontani, che mette insieme i fatti disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero …

Pier Paolo Pasolini