L’ideologia gender del governo italiano

 

L’ideologia gender è un sistema ramificato che modifica e riconfigura la percezione del proprio corpo e della realtà. Questa ideologia va collocata all’interno dell’avanzata transumanista di demolizione e riconfigurazione dell’essere umano e della vita. Porta alla dissociazione dal corpo, dallo spirito, dalla natura e dalla realtà. Porta alla dissoluzione delle radici sessuate, alla riproduzione artificiale, ai bricolage genetici. Si innesta nel percorso di negazione dell’essere umano in quanto tale, pronto per le modificazioni genetiche, per gli impianti cerebrali, per la vita in vitro, per il mondo laboratorio. Riconfigura in chiave artificiale ciò che verrà considerato uomo, donna, procreazione, realtà, natura, artificiale, macchina, essere umano. Come una chimera genetica non può essere rimandata indietro, anche le demolizioni di senso e quelle a seguire dei corpi sono fatte per sostituire la realtà presente e per diventare l’unica realtà possibile. I corpi sono inviolabili e sono indisponibili, non sono dei laboratori viventi nelle mani dei tecnocrati transumanisti ed eugenisti.


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Il provvedimento istituisce anche un registro per la prescrizione dei farmaci a cura dell’AIFA con conseguente “monitoraggio”. Infine un tavolo tecnico per la valutazione del rapporto semestrale dell’AIFA. Si fa affidamento all’Agenzia Italiana per il Farmaco. Ricordando anche solamente il ruolo dell’AIFA durante la narrazione pandemica e le sue autorizzazioni dei sieri genici a mRNA cosa potremmo mai aspettarci per la triptorelina?
Di fatto non si esce dal paradigma di produzione di una determinata narrazione che sia emergenziale, medicalizzante, genetica o di altra natura facendo affidamento per una valutazione sulle conseguenze dannose a coloro che sono parti integranti del processo di normalizzazione di determinate terapie, degli interessi in gioco e dell’ideologia sottesa: le compagnie che le producono, i settori della ricerca che si autoalimentano con questi sviluppi, i tavoli tecnici di esperti e i vari comitati bioetici che le avvallano, gli ordini professionali che le sdoganano e le supportano, gli enti regolatori che le autorizzano, tutto quel mondo che le finanzia e le promuove… insomma, a chi ha tutti gli interessi per una loro diffusione e per le trasformazioni che ne deriveranno, non solo come conseguenze dannose, ma anche come conseguenze all’interno della società su come verranno percepiti e considerati dei principi etici e sui punti di non ritorno nel cedimento delle ultime barriere di difesa dei corpi e dei processi che reggono il vivente.