Colombia: giornalista assassinato in una zona controllata da gruppi armati
Il corpo senza vita di un giovane giornalista è stato trovato ieri, venerdì, in una zona della Colombia nord-occidentale dove operano gruppi armati dediti al traffico di droga e al commercio di oro estratto illegalmente, ha confermato il presidente del paese, Gustavo Petro.
Mateo Pérez, 25 anni, è scomparso martedì mentre stava realizzando un reportage sulla violenza in una zona rurale nel dipartimento di Antioquia (nord-ovest), dove operano sia dissidenti delle ex Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) sia i trafficanti di droga del Clan del Golfo, il cartello più potente del Paese latinoamericano, ha riferito inizialmente tramite X la Fondazione per la Libertà di Stampa (FLIP).
«È stato ucciso da John Edison Chala Torrejano», ha dichiarato il presidente Petro tramite X, aggiungendo che «il gruppo di Edison Chala è dedito al controllo dell’estrazione illegale dell’oro».
Il capo dello Stato ha aggiunto che «la Croce Rossa e il Difensore del Popolo, con il sostegno del governo, sono riusciti a entrare nella zona e a trovare il cadavere», precisando che la vittima aveva 25 anni.
La zona di Briseno, dove è stato trovato morto il giornalista, è secondo il presidente Petro «quella con il più alto tasso di omicidi di tutta la Colombia».
Il ministro della Difesa colombiano Pedro Sánchez aveva annunciato che sarebbe stata condotta un’operazione militare per localizzare il giovane giornalista e studente.
Il venticinquenne era diventato un’importante «voce che rappresentava la comunità locale» attraverso i social media e per questo «subiva pressioni» mentre indagava «sull’economia illegale legata alle organizzazioni armate», secondo la Fundación para la Libertad de Prensa (FLIP)
Mateo Pérez, direttore della rivista digitale El Confidente de Yarumal, non esitava, nonostante le minacce ricevute, a occuparsi di questioni politiche, criminalità e corruzione.
I giornalisti in Colombia vivono in molti casi sotto la minaccia di organizzazioni armate che controllano vaste aree del paese, traendo profitti dal traffico di cocaina, dall’estrazione illegale di minerali e dalle estorsioni.
Il Difensore del Popolo, autorità pubblica indipendente incaricata della tutela dei diritti umani, ha dichiarato giovedì scorso che Mateo Pérez si trovava nella zona per «coprire giornalisticamente i recenti scontri».
In Colombia sono stati uccisi almeno 170 giornalisti dal 1977, secondo la FLIP.
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