Una fiducia obbligata: note ad un contributo di Yann LeCun

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In fondo a un capitolo tecnico del 2006, dopo trentotto pagine di formalismo, Yann LeCun lascia cadere una raccomandazione che ha l’aria di un consiglio per gli addetti ai lavori, ma che potrebbe interpretarsi anche come una tesi filosofica. “Ogni normalizzazione esplicita”, scrive, “è un’altra occasione per gestire male gli eventi imprevisti”, quindi “conviene minimizzare il numero di normalizzazioni esplicite in un modello” (Y. LeCun, et. al., 2006, p. 38). La frase passa quasi inosservata e chi legge quel paragrafo presta attenzione al “quadro dei modelli a base di energia”, che è l’oggetto di studio dichiarato; la massima sembra una postilla pratica, di nuovo, rivolta a chi progetta architetture.