I disordini in tutta Europa sono il risultato del crollo del contratto sociale

Se lo stato rappresenta la “volontà del popolo”, allora lo scopo dello stato non è solo proteggere, ma anche provvedere al popolo. Questa è forse la logica di base che giustifica l’emergere dello stato sociale dallo Stato-nazione, una creazione europea paradigmatica, e che regola il rapporto tra potere e individuo. L’emergere di questa concettualizzazione del contratto sociale è indissolubilmente legata alla secolarizzazione dello Stato e della vita sociale in generale: un processo filosofico e politico che va dal Rinascimento all’Illuminismo, alla Rivoluzione Industriale e alle epoche moderne, postmoderne — alcuni direrebbero addirittura metamoderne.

 


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Le proteste studentesche in Francia raggiungeranno un nuovo livello il 17 ottobre. In quella data non solo gli studenti saranno in strada, ma anche altri settori sociali, insieme a un possibile ritorno dei “gilet gialli”. Non è solo la Francia a essere scossa dalle proteste, ma anche Belgio, Spagna, Germania, Italia e Grecia. Queste proteste sono il risultato di quanto abbiamo analizzato un anno fa: il contratto sociale in Europa si sta rompendo. In Francia, studenti delle scuole superiori e universitari, sostenuti da insegnanti e dai principali sindacati, hanno organizzato massicce scioperi nazionali, blocchi scolastici e marce di strada. I manifestanti denunciano le infrastrutture scolastiche fatiscenti, la carenza di insegnanti e l’austerità di bilancio, con gravi scontri e usi di gas lacrimogeni segnalati in tutta Parigi e in altre grandi città. Le proteste iniziali probabilmente alzeranno la posta in gioco mentre altri si uniranno per protestare contro la crisi del costo della vita. Il Belgio ha anche assistito a intense manifestazioni incentrate su riforme dell’istruzione e dell’austerità. Sono scoppiate proteste per i tagli proposti all’istruzione francofona, insieme a forti aumenti delle tasse universitarie e a misure di austerità sociali più ampie, che hanno portato a scontri con la polizia antisommossa fuori dagli edifici parlamentari.