Trading Sovranità. Il Brasile rivendica il suo ruolo in un ordine multilaterale

Immagine: Lygia Pape, Tecelar (Tessitura), 1958.

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Il caso brasiliano suggerisce che la costruzione di un ordine multipolare non dipende esclusivamente dall’emergere di nuovi poteri, ma anche dal margine di manovra a disposizione di importanti attori regionali. L’errore di calcolo di Washington non era solo economico; era anche geopolitico. Data la possibilità di non allineare tra le potenze medie, le politiche coercitive hanno un impatto decrescente. La difesa del multilateralismo del Brasile non è solo retorica, ma materiale.

Nelle elezioni di ottobre in Brasile, la scelta non è quindi solo tra due piattaforme di governo, ma anche tra due approcci all’impegno internazionale, uno radicato nella subordinazione e l’altro nel multilateralismo. La lezione da trarre è che la sovranità non è né un concetto astratto né una promessa elettorale. È, piuttosto, la capacità efficace di resistere, decidere e negoziare sotto pressione. E anche questo sarà contestato alla cabina elettorale.


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Nel luglio del 2025, l’amministrazione Trump ha imposto unilateralmente un aumento delle tasse del 50% sulle importazioni statunitensi di prodotti brasiliani. La misura era motivata politicamente: accanto alle sanzioni mirate e alla revoca dei visti per i funzionari brasiliani, era volta a fare pressione sulla magistratura brasiliana per cambiare rotta nel suo perseguimento dell’ex presidente Jair Bolsonaro. I dazi rappresentavano quindi un esplicito tentativo di interferenza politica nella democrazia brasiliana.