Michel Foucault, critico radicale dell’URSS

 

Contro i marxisti, Michel Foucault ha sempre combattuto l’idea che gli eccessi dell’URSS fossero causati da una cattiva lettura dell’opera di Marx. Ha sempre rifiutato di parlare del socialismo se non come realtà dei paesi sovietici. Condannò la ripresa dei suoi lavori sulla reclusione, lasciando intendere che il gulag fosse una prigione come le altre. Una panoramica delle relazioni tra il filosofo e l’URSS.


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L’URSS ha avuto un ruolo strategico nell’opera di Michel Foucault, sproporzionato rispetto ai testi a lui dedicati[1]. Si è distinto da alcune posizioni che, partendo dalla sua analisi della democrazia e dalla sua teorizzazione della reclusione, vorrebbero fare dell’URSS una società dello stesso tipo dei regimi politici occidentali: il gulag non è la prigione in Inghilterra o in Francia[2].