Hamas e Israele: da un genocidio all’altro?

 

Più che ribaltare l’accusa di genocidio, come ha cercato di fare il presidente israeliano Benyamin Netanyahu dopo che il Sudafrica ha accusato Israele di genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia, l’urgenza è quella di “ribaltare la situazione”, in un momento in cui il diritto internazionale può ancora essere l’orizzonte del pensiero cosmopolitico e il quadro di riferimento per un’azione multilaterale volta a rafforzare la pace.

Oggi vediamo ancora una volta il mondo alla rovescia: lo Stato di Israele viene accusato di genocidio mentre combatte il genocidio”[1]: a queste parole di Benyamin Netanyahu, pronunciate poco prima dell’apertura del processo contro il suo Paese, accusato davanti alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia di aver violato la “Convenzione delle Nazioni Unite sul genocidio” nelle operazioni militari in corso a Gaza, sono seguite altre parole simili durante l’udienza: “Se ci sono stati atti di genocidio, sono stati perpetrati contro Israele”, ha dichiarato Tal Backer, consulente legale del Ministero degli Affari Esteri israeliano.