Il quotidiano Liberation Daily di Shanghai ha intervistato Michael Hudson: il conflitto commerciale ha avuto conseguenze irreversibili, Trump si sta compromettendo

 

Sebbene la critica ampia e aspra di Michael Hudson alle pratiche economiche e sociali statunitensi sia pienamente meritata, e i nostri fallimenti siano stati aggravati da una leadership assolutamente pessima, sono un po’ infastidito dalla sua impeccabile descrizione della Cina. Come sto vedendo ora nel Sud-est asiatico, le politiche mercantiliste della Cina sono state davvero molto vantaggiose per la Cina. Ma il Sud-est asiatico, come gli Stati Uniti, sta pagando i costi di una cronica posizione di deficit commerciale con la Cina, e la situazione sta peggiorando.

Ricordate che trovarsi in una situazione di deficit commerciale cronico (e significativo) equivale a esportare posti di lavoro. Negli Stati Uniti, la globalizzazione è stata uno dei mezzi (insieme alla repressione dei sindacati) per indebolire la posizione contrattuale dei lavoratori. Dal Lowy Institute :

Il crollo del settore immobiliare cinese ha ridotto la domanda associata di beni come l’acciaio. Ha inoltre esercitato una pressione al ribasso sui consumi delle famiglie, già parsimoniosi, dato il ruolo relativamente sproporzionato del settore immobiliare come riserva di ricchezza delle famiglie cinesi.

La risposta di Pechino è stata quella di dare priorità alla cosiddetta “economia reale” e di mobilitare capitali a basso costo nel settore manifatturiero. I prestiti al settore sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni. Questi prestiti a basso costo hanno accresciuto i considerevoli vantaggi statali di cui già godevano le aziende manifatturiere cinesi, che operano in un nirvana dal lato dell’offerta. Il Kiel Institute ha recentemente scoperto che i sussidi industriali diretti e indiretti (ad esempio, terreni, credito ed energia a basso costo) in Cina sono fino a nove volte superiori a quelli degli Stati Uniti in rapporto al PIL complessivo.

Il problema per l’industria manifatturiera mondiale in generale è che il rovescio della medaglia di questi sussidi è un calo dei consumi cinesi.

Il problema per l’industria manifatturiera globale in generale è che il rovescio della medaglia di questi sussidi è un calo dei consumi cinesi. Una manifestazione evidente è la minore spesa pubblica per il welfare. Il corollario è che la Cina sta acquistando meno beni manifatturieri dal resto del mondo. Con una domanda interna debole, sta scoppiando di eccesso di offerta. Questo sta diventando sorprendentemente evidente nei dati commerciali. Il deficit commerciale della Thailandia con la Cina è aumentato da 20 miliardi di dollari nel 2020 a 36,6 miliardi di dollari nel 2023. Il deficit della Malesia è cresciuto da 3 miliardi di dollari a 14 miliardi di dollari nello stesso periodo. Solo l’Indonesia ha registrato un modesto surplus grazie all’aumento delle esportazioni di nichel e metalli.

La gamma di settori interessati è molto più ampia rispetto ai beni di consumo a più alto valore aggiunto, come i veicoli elettrici. Nel 2023, il presidente cinese Xi Jinping ha chiarito di voler estendere un “sistema industriale moderno” anche ai settori tradizionali ad alta intensità di manodopera come abbigliamento, giocattoli e arredamento. Invece di delocalizzare verso destinazioni a basso costo, il rischio è che queste attività rimangano in Cina, in una forma sempre più automatizzata.

E bisogna tenere presente che la bassissima quota di consumi nel PIL cinese (39%) implica che i suoi cittadini stanno vivendo uno standard inferiore a quello che avrebbero altrimenti per sostenere investimenti ed esportazioni (che sembrano eccessivi).

Yves Smith

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La neo-rivoluzione sarà una bella avventura

Michael Hudson, che stimo molto, pensa che il modello del capitalismo della sorveglianza e dell’innovazione cinese sia quello, se non vincente, quello del prossimo futuro.

Io penso che la crisi del sistema-mondo moderno è totale e irreversibile. La sua crisi non è solo puramente materiale, ma prima di tutto umana, antropocentrica.

La neo-rivoluzione che stiamo già vivendo e, che lui di anni 86 ed io di anni 80, vedremo, forse, dall’alto dove saremo fra le stelle, non è guidata solo dal “potente e inalienabile desiderio per una società liberata dallo sfruttamento” ma, avendo come centro la persona umana nella sua unica e irripetibile dimensione materiale e del logos vivente, elimina la dicotomia fra materiale e logos, fondamento e causa della crisi, ristabilendo la isonomia che è la base della Democrazia e della convivenza umana.

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1、如何看待中美贸易冲突的根源?你认为这是经济利益的冲突,还是更深层次的政治e和意识形态的较量?Come vede le cause profonde del conflitto commerciale USA-Cina? Credi che si tratti principalmente di una disputa economica o di un confronto politico e ideologico più profondo?