Come la NATO si è spinta verso est

 

Il passaggio a un’economia di guerra procede a grandi passi. L’intera politica sembra conoscere ormai una sola direzione: armarsi contro la Russia, rafforzare il fianco orientale, respingere il nemico. Cosa ha dato il via a questa dinamica? Da una ricerca emerge che è stato proprio il settore degli armamenti, durante il primo mandato del presidente Clinton, a dare l’impulso per avanzare verso est. È tempo di ricordarlo.


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Era il 1996 e Zbigniew Brzezinski sapeva come presentare al meglio la sua richiesta. Prese da parte in confidenza l’allora presidente Bill Clinton. Quest’ultimo era nel pieno della campagna elettorale, la sua rielezione era altamente incerta e Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti, figlio di un diplomatico polacco e uno dei più influenti strateghi di politica estera degli Stati Uniti, avvertì che Clinton avrebbe perso i voti dell’influente minoranza polacca negli Stati Uniti se non avesse ammesso la Polonia nella NATO. Così lo descrisse quasi vent’anni dopo il giornalista Andrew Cockburn, citando un collaboratore di Clinton. L’iniziativa di Brzezinski era allora “notoria” alla Casa Bianca. E non sorprende, dato che l’anno precedente lo stratega aveva già pubblicato sulla rivista “Foreign Affairs”, organo centrale dell’establishment della politica estera degli Stati Uniti, un articolo dal sottotitolo “Come espandere la NATO”.