Lo spirito del capitalismo digitale. Sui discorsi neoreazionari della tecnologia

 

Presentati come figure chiave dell’«Illuminismo oscuro» e della politica trumpista, Peter Thiel, Curtis Yarvin e altri nomi della tecnologia statunitense saturano il dibattito pubblico. Cosa si capisce interessandosi maggiormente alle condizioni materiali in cui queste ideologie emergono e si consolidano? Un approccio sociologico permette di non cadere nella trappola che, con il pretesto di conoscere questi discorsi, finisce per convalidarne la descrizione del mondo.


In un’epoca che corre verso l’artificializzazione totalitaria del mondo, Luciano Boi e Stefano Isola pongono la domanda essenziale: quale sarà il posto dell’uomo nella società futura? La direzione dei mutamenti in atto sta conducendo, infatti, verso una crescente marginalizzazione del contributo umano dagli accadimenti significativi dell’esistenza, esiliando l’uomo nel “regno dell’insignificanza”, alla periferia di un universo rifondato sull’imperio degli algoritmi, sul “non pensiero” dell’intelligenza artificiale, sulla volontà di potenza di macchine che simulano intenzioni e decisioni umane, rovesciando il principio di utilità della tecnica in quello di utilità per la tecnica.

Il “regno dell’insignificanza” è quello dove i corpi sono sostituiti dai profili; le relazioni dalle connessioni; la comunità dalla community; la città dalla smart city; la politica dalla governance; la scuola dall’eduverso; il linguaggio dal messaggio; le professioni dai robot.


 

Alcuni pensatori radicali, come il blogger Curtis Yarvin, il filosofo Nick Land e l’imprenditore Peter Thiel, hanno riprogrammato il software ideologico della Silicon Valley e della destra statunitense. Provenienti dai margini della controcultura, hanno progressivamente fatto trionfare le loro idee, avvalendosi delle reti di influenza costruite da Peter Thiel e da altre personalità del mondo tecnologico come Marc Andreessen. La loro dottrina si è diffusa nel cuore del potere statunitense, dove ha raccolto in particolare l’adesione del vicepresidente James David Vance. Comprendere le loro idee è quindi diventato indispensabile per cogliere le riconfigurazioni del trumpismo e la nuova geopolitica mondiale.