Questo libro, nato come un discorso sulla parola “genere”, prova a suggerire alcune linee di analisi e a stimolare ulteriori riflessioni. L’ampiezza delle tematiche ha fatto rinunciare da subito alla pretesa di esaustività: “genere” è un universo complesso e senza fine. Si è scelto, però, un principio come cardine: la necessità di una rilettura storica, che consideri norme e modelli, legati all’identità di genere, e i loro effetti di inclusione/esclusione. Il Focus è quello di una donna, nella convinzione che il femminismo attuale, trasversale e dialogante, possa accogliere la pluralità delle voci e generare persone più consapevoli.
Mentre la pandemia smaterializza il corpo e impone distanze, in queste pagine si torna a riflettere sul corpo, sui suoi linguaggi e sulle sue rappresentazioni. è necessario ripensare il genere non con la fissità delle definizioni, ma con l’intelligenza degli interrogativi e del dialogo, ricorrendo a nuovi strumenti e a nuove visioni. Contesti e relazioni articolano il Sé in modo complesso e irripetibile in un divenire condiviso di richieste, di risposte e di rispecchiamenti. Ripensare il processo equivale a compiere un percorso di consapevolezza, imparando a riconoscere il passaggio di crescita dal corpo che abbiamo al corpo che siamo. Oltrepassare l’omologazione indifferente e la gabbia individualistica, permette di comprendere e di generare/generarsi.
Autrice: Lilia Bellucci insegna nei licei. Ha collaborato all’ideazione di un sistema di guida museale, vincitore del premio “Imprenditori per il Giubileo del Duemila”. Ha pubblicato poesie in antologie di autori contemporanei. E’ stata finalista e vincitrice in concorsi nazionali e internazionali. Sperimenta “street poetry”. E’ autrice del romanzo Sulle rive del cuore, dell’opera interartistica Voci dell’anima, del percorso lirico e fotografico Il senso delle cose, della video inchiesta Granelli di sabbia, della poesia materica e metamorfica nel prosimetro Fiori di primavera. Tra Oriente e Occidente, della silloge Ero(t)ico portamento di gazza ladra, del testo teatrale La provocazione di Medea. Abitare il sogno, dei contributi in “Piazze” e “Uguaglianza“ della rivista AREL, della raccolta di articoli Mai più a distanza. Per-corsi di vicinanza. Ha esposto quadri e testi nel progetto Percorsi e linguaggi dell’immaginario.